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ROMA AMOR – Live at Cic Club (Mogliano v.to) 5 Settembre 2009

ROMA AMOR – Live at Cic Club (Mogliano v.to) 5 Settembre 2009

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Mi ha fatto molto piacere, qualche settimana fa, venire a conoscenza del
fatto che i Roma Amor avrebbero suonato qui nelle vicinanze. Sia per il
piacere di vederli suonare dal vivo, sia per rivedere dopo due anni
l’amico Michele Candela. A qualche lettore spero il suo nome dica
qualcosa: era il cantante, ovvero animale da palco, degli Homoplastik,
noto gruppo punk ’77 milanese, purtroppo sciolto ormai da qualche anno.
Ora invece Michele e la fidanzata Alessandra “Euski” costituiscono i
Roma Amor, autori l’anno scorso di un ottimo album d’esordio uscito per
Old Europa Cafe.
Dopo un’ora circa di viaggio giungiamo nei pressi del Cic Club a
Mogliano; sottolineo “nei pressi”, dato che per trovare il locale ci
sono voluti altri dieci minuti di ricerche, per poi scoprirlo imbucato
in una stradina laterale senza illuminazioni né indicazioni. Il posto è
bello, immerso nel verde, il freddo serale comincia però già a farsi
sentire e vorrei tanto avere il mio giubbotto con me.
Entriamo e incontriamo subito i ragazzi: salutiamo il Candela,
conosciamo Euski e ci mettiamo a chiacchierare…tra chiacchiere, birre e
sigarette arriva mezzanotte e mezza e il concerto comincia. Mi fa
piacere che la desolante decina di persone presente al nostro arrivo al
locale si sia moltiplicata, credo che durante il concerto almeno una
trentina di persone ci fosse: scarsa affluenza, ma secondo me un motivo
c’è e ne parlero’ dopo.
Comincia la sola Euski a riscaldare l’ambiente con “Der Treue Husar”,
struggente pezzo folk tedesco del secolo scorso; la versione dei Roma
Amor è disponibile in una compilation dell’Old Europa Cafe. Sale poi sul
palco anche il Candela e il gruppo comincia a proporci sia brani del
primo album che pezzi nuovi, con proiezioni sullo sfondo. Tra i pezzi
pescati dal debutto abbiamo ascoltato “A cosa pensi”, “Next” (l’immenso
Jacques Brel), “Mother fist” (Almond), “Les amants de Saint Jean”.
Purtroppo ho dimenticato di raccattare la scaletta. Notevole la quantità
di strumenti che i due padroneggiano: Euski suona la chitarra, un
organetto, un’ocarina (spero di non sbagliare) e canta, Candela si
occupa del basso, delle fisarmoniche, uno xilofono (ancora, spero di non
sbagliare) e gestisce le basi che ogni tanto si rendono necessarie
avendo loro solo quattro mani.
Molto, molto interessanti anche i pezzi che andranno nel nuovo disco: se
il primo si componeva di svariate cover, il prossimo consisterà di
inediti sul tema della…“donna cattiva”. Non dico altro per non
anticipare troppo, dico solo che una delle canzoni proposte narra di una
vecchia che strangola i bambini con le loro budella…
Dopo un piccolo bis (“You haven’t changed”), i Roma Amor si congedano,
tra gli applausi del pubblico che ha decisamente gradito lo spettacolo.
Altri pochi minuti di chiacchiere e saluti e ci avviamo verso casa, che
si è fatta l’una e mezza e la strada è lunga.
Dicevo scarsa affluenza e poco pubblico. Ripensandoci non mi è parsa una
cosa strana perché i Roma Amor con le serate “dark” c’entrano gran poco.
Fateci pure entrare il neofolk in quel “dark” (e già non sarei
d’accordo), beh la cosa non cambia visto che etichettare i Roma Amor
come neofolk è un errore. Qui non si parla di tematiche apocalittiche o
ermetiche, sonorità pompose o marziali. I Roma Amor suonano folk, musica
popolare, a volte tradizionale sì ma una tradizione “povera”. Temo che
rimanere dipendenti da una scena che in fondo non gli appartiene possa
privarli di una meritata popolarità ben più ampia.

ZA

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