RECENSIONI EVENTI

SIGUR ROS live@palladium, Cologne, 11 Agosto 2008

11 agosto 2008

Indietro

Arriviamo a Colonia dopo una notte di sonno cin il set dei Cinema Strange ad Utrecht visti il giorno prima che ci ronza ancora per la testa. Ne io ne Tibia abbiamo mai visto i Sigur Ros dal vivo, e la curiosità è molta. Al contrario della mia metà non sono mai stato un fan esagerato della band islandese, ma la curiosità era molta. Posiamo le cose in albergo e ci dirigiamo verso il Palladium. Il colpo d'occhio è strano, soprattutto se paragonato alla fauna del giorno prima. Agli alberi di natale latexati coi capelli zeppi di tubi di plastica, si sostituiscono cardigan leggeri, capelli pettinati da una parte o col ciuff emo, gazzelle al posto di New Rock e semplici gonne lunghe al posto di...nulla. Il pubblico è molto composto, e non ci sono problemi ne fuori ne dentro al palladium, dove ognuno prende posto senza spingere o far casino. Incrocio anche il vecchio amico Bjorn dei Bloody Dead and Sexy, incontro che per me è stato il vero cameo della giornata (ci vediamo presto;)) e passiamo un pò di tempo a parlare di noi e delle nostre cose (ah, tra parentesi, stanno lavorando al terzo full leinght...stay tuned!). Il tempo di bere qualcosa e sale sul palco il tipo che fa da supporto, tale Ólafur Arnalds. Accompagnato solo dal suo pianoforte elettronico e da tre archi, il nostro è quello che considero la summa di un certo tipo di Emo. Timidissimo, parla (poco) a bassa voce tra un pezzo e l'altro e non guarda mai il pubblico. Delicato, delicatissimo. Cinque veli di morbidezza infinita. Risultato, un tedio unico per canzoni ultradilatate con un accordo appena accennato. Mi accorgo però che la mia orchite fulminante non è condivisa dai presenti, che anzi apprezzano, capiscono ed applaudono caldamente dopo ogni esecuzione. Probabilmente a mio sfavore ha giocato il fatto di essere reduce da un set, quello di Lucas e Co, di tutt'altro genete: fisico, energico, sanguigno. Qui di sangue ce n'è poco, di sudore zero, e sembra che Olafur debba svenire da un momento all'altro. Ma tant'è, si prende i suoi applausi e via. A set concluso comincio a chiedermi che tipo di show proporranno i Sigur Ros. Avevo guardato a ripetizione il dvd uscito l'anno scorso e mi piaceva da morire questa loro "normalità" nell'apparire, questa semplicità totale a favore della musica, quando gli interpreti spariscono a favore della loro musica. Bene. Credo di essere arrivato in ritardo. La band oggi si presenta sul palco in maniera molto glamour, solo il barbuto tastierista è rimasto sobrio, mentre gli altri sfoggiano abiti degni del mercury più pazzerellone, tra piume di struzzo, spandex multicolor e pose sul palco. Incredibile? Eh, non ditelo a me. I soldini hanno cominciato a fluire copiosi nelle loro tasche, ed ecco quindi apparire onstage anche una sezione di archi femminile e una vera "banda di paese" all white, che se ne sta lì per tutto lo show a rifinire i brani del vecchio e nuovo repertorio. E poi luci, coriandoli che vengono sparati sul pubblico, festoni... Insomma, tutto il contrario di quello che mi aspettavo. E sia chiaro, la musica è stata superba, nonostante non ami particolarmente il nuovo corso più (permettetemelo) orecchiabile. Quando si chiudevano gli occhi si viaggiava alla grande. Solo che quando li riaprivo non potevo fare a meno di chiedermi "ma perchè?". E sia chiaro, io ho sempre amato ed adoro chi sul palco fa spettacolo, tra costumi di scena, coreografie, pose...ma ci son contesti e contesti. Vedere i Sigur Ros così immersi anche nell'immagine per me ha lo stesso peso di vedere i Kiss suonare rock and roll all night in bermuda, infradito e maglietta della salute, senza un filo di trucco. Che siam daccordo, la musica prima di tutto, ma ad un concerto c'è anche da vedere, no? Peccato, questa è stata l'unica nota dolente di un concerto altrimenti perfetto, ben suonato, sentito, vissuto, con la gente partecipe in visibilio e rispettosa delle parti più riflessive dei Sigur Ros (immaginate di avere pezzi con parti di silenzio e non sentire volare una mosca? Ecco...come i concerti Goth da noi...uguale uguale...). Lo stacco si è visto, per me, durante l'ennesimo bis. Costretti a furor di popolo a tornare sul palco, i nostri si sono presentati onstage ormai spogli degli abiti di scena, senza luci studiate, solo un paio di spot accesi, fermi, calati nella musica che, finalmente, la faceva da padrona. Via gli orpelli inutili, rimaneva lei, regina e sovrana. Ed è lì che posso dire di aver visto davvero i Sigur Ros. Ci vediamo la prossima volta, e vi prego, basta carnevalate, non siete adatti, davvero.

 

Setlist

svefn-g-englar
glosoli
se lest
ny batteri
vid spilum endalaust
hoppipolla
med blosnadir
festival
fljotavik
saeglopur
inni mer syngur vitleysingur
hafsol
gobbledigook
popplagid
all alright

Max1334

Copyrigth @2007 - 2018 By Erba della Strega