1) Prima di tutto, vuoi presentarti?
- Presentarmi? No grazie, preferirei rimanere avvolto nell'ombra e nel mistero… non sono un artista, né un musicista e buona parte delle cose che faccio non sono opera mia. E poi d'altronde chi di "noi" dovrei presentare? Siamo in tanti qua dentro, ma non esiste delega, né rappresentanza, ognuno parla dal suo punto di vista.

2) Vuoi parlarci dei Giardino Violetto?
- Il Giardino Violetto è un gruppo nato alla fine degli anni ottanta. Un gruppo come ne nascono tanti, rispondendo ad un annuncio in un negozio di dischi. All'inizio c'erano una chitarra, un basso e una batteria. Ma con chi suonava la chitarra non ci si prese. Pur avendo molte cose in comune, a partire da un'insana venerazione per i Joy Division, eravamo veramente troppo lontani. Viaggiavamo in parallelo. Due contro uno. La batterista oltre ad avere una splendida voce, suonava la chitarra. Così decidemmo di rimanere in due e di inserire nel gruppo una drum machine.
Poi passammo un anno intero a suonare dentro un garage. All'inizio facevamo un sacco di cover… Cure, Joy Division, Siouxsie, Cocteau Twins, Sisters of Mercy. Poi iniziammo a capire che non saremmo mai stati tecnicamente in grado di arrivare alla musica che amavamo. Così provammo a suonare qualcosa di nostro. Le idee erano tantissime.
Entrambi appassionati di letteratura, passavamo giornate intere a parlare di libri e a scrivere testi. La musica era sempre molto improvvisata. Partivamo di solito dalle basi di batteria: era più facile programmare la drum machine che imbracciare uno strumento! Poi provavamo a inserire le linee di basso e chitarra. Di parole, di testi ce n'erano tantissimi, ma le parti vocali le abbiamo sempre improvvisate.
Così siamo arrivati nello studio per registrare il demo "Danse Macabre". Era tutto molto estemporaneo, molto precario. Non avevamo idea di come potessero suonare quei pezzi in un vero studio! Le sedute di registrazione furono brevi ma intensissime. Danse Macabre credo possa essere definito come una polaroid, un'istantanea di quel periodo.
Passammo due giorni a mixare i pezzi, con un tecnico del suono che fumava quintali di ganja e continuava a dirci che secondo lui i pezzi erano troppo lunghi e ripetitivi. Infatti aveva ragione! Nonostante la dilatazione spazio temporale dovuta agli effetti dell'erba, noi volevamo proprio che i pezzi fossero lunghi e ripetitivi! :-)
Aggiungemmo qualche sovraincisione di tastiere con una vecchia DX7 che trovammo nello studio. Eravamo abbastanza sconcertati da quello che era venuto fuori. Era qualcosa di diverso dal solito. Non ci riconoscevamo in quei suoni. Non erano familiari, non ci appartenevano. Quindi decidemmo che ci potevamo ritenere sodisfatti!

3) So che avete fatto all'epoca un solo concerto allo Uonna Club di Roma. Cosa ricordi?
- Il concerto fu terribile. Era una specie di rassegna di gruppi rock e naturalmente noi non c'entravamo niente! Qualche giorno prima del concerto fra l'altro subimmo il furto degli strumenti (un basso ed una chitarra) e non potemmo provare molto. L'impianto dello Uonna era molto scadente, sul palco non si sentiva praticamente nulla. Mettici poi la nostra incapacità tecnica... ed ecco fatto.
La cosa più divertente era la nostra scenografia, con un panno viola dietro il palco, delle croci nere di legno e delle bambole impiccate (che poi infilzavamo con un coltello durante la performance). Comunque alcuni amici vennero a vederci... gli altri, quelli che non ci conoscevano, rimasero allibiti! :-)
Fu anche il nostro unico concerto perché da lì a poco il gruppo si dissolse. Fummo entrambi presi da altre vicende e smettemmo di frequentarci.

4) Che mi dici della scena goth di quegli anni? Come era "viverla"? Concerti, serate, band… era molto diverso da ora?
- Qui non saprei proprio cosa risponderti... perché non conosco la scena goth di oggi.
Comunque ai tempi a Roma c'erano fondamentalmente le serate allo "Uonna Club" e qualche volta alll'Evolution, dove nel guazzabuglio rockettaro potevi ascoltare qualche pezzo serio. La scena goth non era così grande, ci conoscevamo più o meno tutti. I concerti poi erano veramente pochi. Fu proprio per questo motivo che con alcuni amici decidemmo di prendere l'iniziativa e, visto che una serata come volevamo noi non ce la faceva nessuno, ce la organizzammo da soli.
Nacque così il "Tower 23", dentro alla torre del centro sociale Forte Prenestino e poi l'anno dopo nella cattedrale sotterranea (fico eh?). Considera che era il '90-'91. Suonavamo un po' di tutto ma dando grande risalto all'elettronica: dai Cure agli Xymox, Psychic TV, Dij, Coil, e tanti Skinny Puppy, Front 242, Clock DVA, Nitzer Ebb ecc... Lo so che molti puristi del verbo gotico storceranno la bocca... (seee, magari l'elettronica di oggi fosse come quella appena citata! :-) N.d.Malex) infatti la storcevano anche allora... ma fummo presi letteralmente dall'ondata di elettronica che dalla fine degli anni ottanta cominciava a imperversare tra Inghilterra, Belgio e Canada. Cominciavano anche a girare i primi sequencer e campionatori.
Proprio allora acquistai il primo computer, L'Atari 1040 ST (che è stato un compagno di avventure per molti anni) e un campionatore. Tra tutti e tre non arrivavamo a due Mbyte di memoria! Però fu una svolta vera e propria. Saltare a piè pari i problemi di tecnica musicale, cominciare a sperimentare con gli alambicchi elettronici come strumento d'espressione. Era un po' un'altra new wave, ma stavolta non c'era bisogno nemmeno di imparare tre accordi e formare una band! Bastava collegare i neuroni e il silicio e il gioco era fatto!

5) In seguito ai Giardino Violetto so che hai preso parte ad altri progetti… vuoi parlarcene?
- Tutti i progetti successivi a Il Giardino Violetto sono stati marcati da questa svolta tecnologica. Il che mi ha portato a sperimentare forme di vero e proprio autismo creativo. Una sorta di alterazione psichica, una situazione in cui il concatenamento con la macchina ti fa perdere lo stato di attenzione sulla realtà e ti permette di produrre forme differenti di coscienza.
Da Epilept Convulse, che è stato il progetto che è durato più a lungo, passando per General Intellect, fino all'attuale S*phz, questa emozionalità autistica ha avuto il sopravvento.
Ho fatto anche un bel po' di performance, non si potrebbero definire concerti visto che in realtà c'erano delle basi preregistrate sulle quali si cantava, venivano suonate dal vivo delle percussioni elettroniche e proiettati video e diapositive.
Ciò che mi ha sempre interessato è il superamento dell'umano, come categoria politica e filosofica, come luogo d'investimento delle tecniche di potere. Penso che sia possibile, attraverso l'utilizzo di tecnologie, utensili, implementazioni (che siano le droghe oppure i computer) produrre altre forme di vita, sviluppare una potenza che ci permetta di oltrepassare quello che fino ad oggi è stato definito uomo.

6) Una band fa un demo quasi senza nessuna pretesa, si scioglie e dieci anni dopo quel disco è un vero e proprio culto nell'underground mondiale. Come te lo spieghi? Ne sei fiero? O indifferente?
- Beh addirittura! Andiamoci piano con l'underground "mondiale". Comunque è chiaro che mi fa piacere, che questo fatto mi solletica quasi sessualmente! ;-)
Credo sia colpa, come spesso capita, della rete. Quando il demo è stato fatto non esisteva Internet, ma c'erano reti di scambio fra malati della musica in Italia e all'estero. Gente sempre alla ricerca di novità, con il culto dell'inedito, del particolare "dell'impossibile da trovare". Un'etica da appassionati archivisti, che ha permesso a situazioni come Il Giardino Violetto, di girare in lungo e largo per l'Europa. E la cosa che mi sembra ancora più bella è che la molla che lo ha spinto è stata solo un'interesse musicale, una passione, senza nessun fine commerciale.

7) Non hai mai pensato di rimettere insieme i GV anche solo per una data live? O di mettere su Cd il demo?
- No, una reunion no! Qualcuno me lo ha chiesto, ma penso sia una cosa abbastanza patetica! E poi sono abituato a fare le cose che ho voglia di fare… fino ad oggi non ho mai sentito questo desiderio. Per quanto riguarda la ristampa su Cd del demo… forse c'è qualche speranza!

8) Ci sono altri brani inediti dei Giardino Violetto in giro?
- No, tutto quello che siamo riusciti a fare è stato quel demo.

9) Sei ancora impegnato nella musica?
- Sì. L'ultimo progetto è stata la pubblicazione del sito:
http://www.inventati.org/inventa/scarphrec.html dove ho messo una certa quantità di materiale che durante questi anni non aveva visto la luce. Comunque suono tantissimo, le ultime cose sono pubblicate e aggiornate in tempo reale alla pagina http://www.inventati.org/inventa/sphz.html
Tutta la musica è pubblicata in mp3, è liberamente e gratuitamente scaricabile ed è pubblicata sotto licenza Creative Commons. Le licenze Creative Commons sono un'estensione all'ambito musicale della GPL (General Public License) inventata da Richard Stallman per il progetto GNU, quello del free software
http://www.gnu.org/home.it.html
Queste licenze superano le forme canoniche di copyright. Permettono un certo grado di libertà alla condivisione di opere creative, di conoscenze. Ad esempio, tutto quello che potete scaricare dal sito della Scarph Rec. non è sottoposto al canonico copyright. E' possibile copiarlo, distribuirlo, editarlo, cambiarlo, a patto che non ne venga fatto un uso commerciale.
Scarph Rec. si muove all'interno di CopyDown
http://copydown.inventati.org un progetto che cerca di seguire il panorama del NoCopyright, di sostenere la lotta per un libero accesso e utilizzo delle conoscenze e pratica e di diffondere la libera circolazione delle informazioni e dell'arte.

10) Progetti futuri?
- Non saprei… se c'è una frase che mi ha sempre accompagnato nella vita è proprio NO FUTURE! ;-)
Vivo nel presente, cerco di muovermi nell'istante, senza pensare troppo a quello che succederà...

11) Dì ciò che vuoi ai lettori di Erbadellastrega.it! :-)
- Ciao a tutti!
[Intervista a cura di
Max 13-34 per Erbadellastrega.it - Ottobre 2003]
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