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Calle Della Morte - A Dio
(HauRuck SPQR 2006)
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E come tutte le storie, anche quella-seppur breve-dei Calle Della Morte arriva al capolinea. E per chi scrive questo è un peccato. Band da amare od odiare, ha fatto molto parlare di se per le sue scelte stilistiche, pregne di tinte noir senza però dimenticare una forte dose ironica. Ironia che qui è palese nella ripresa (seria e convinta) di una canzone da chiesa, quella che faceva "tu sei la mia vita, altro io non ho..." (Symbolum 77) che rende ancora più vero il discorso musicale dei nostri. Sempre in bilico tra folk e cantautorato italiano (genere troppe volte disprezzato a priori, dal quale i nostri attingono a piene mani regalandoci vere e proprie perle) scivolano via le tracce di questo mini epitaffio sviluppato in sei movimenti. La traccia d'apertura, maya, è un brano per sola voce femminile in slavo, e fa da battistrada per Metà Settembre, splendida istantanea in bianco e nero malinconica e pungente. Un testo minimale e dannatamente efficace,un ritornello che non esce dalla testa, una struttura splendidamente semplice...in due parole, uno dei brani migliori dei Calle Della Morte. E gli altri brani, seppur lievemente inferiori, restano su buoni livelli, confermando il fatto che il tanto discusso duo aveva molte cose da dire. Ma forse è meglio così. meglio chiudere la propria carriera con un ottimo lavoro piuttosto che con una porcheria raffazzonata. Anche se l'amarezza resta... Resteranno un culto. Ave.
