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OSTIA - Strange Bird/The Hundred-handed
(Gala/Sono Records 2007)
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Non potete immaginare, voi piccoli neoadepti, quello che ho sentito al cuore quando ho avuto tra le mani questo dischetto. Perchè se c'è un posto dove inserire la lista delle ottime bands degli anni '90 (e son poche), ricordandone quelle-ahimè-dimenticate (perlomeno in Italia, ma è logico...eravamo pochetti ad ascoltare certe cose, mica come oggi...) , di certo ci finirebbero gli Ostia. Il combo australiano partecipò come alcuni si ricorderanno a Gothic Rock2, con quel brano, Lady In Flight, che catturò non poche anime oscure, facendole loro. Qualche demo,due ep (R2-Detox e From The Aether) che definire gioiellini è poco, e poi il nulla, per dieci lunghi anni. Poi, finalmente, il ritorno. Due tracce che anticipano Between Two Cities, il loro nuovissimo ep. Due brani che ci mostrano le nuove facce degli Ostia, differenti rispetto al passato ma sempre legatissime al binomio gusto per le melodie/qualità artistiche. Il primo brano, Strange Birds, si muove a cavallo tra il dreampop e lo shoegaze, con echi lontani di wave e dolci melodie fluttuanti. Rapisce al primo ascolto e non esce più dal cervello quel refrain in calando dolceamaro. Segue The Hundred-Handed, mini suite che rimanda alle visioni lisergiche dei Pink Floyd primi '70, senza dimenticare le aperture tipiche della psichedelia anni '90. E nonostante questo, rimane intatta quella sensazione di leggereza, un mood fluttuante in mezzo a un caleidoscopio di colori. Gli Ostia sono cambiati. Gli Ostia sono rimasti gli stessi. Perderseli sarebbe un peccato troppo grosso...Amateli, vi ripagheranno a piene mani.
