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RECENSIONI DISCHI

DENIGHT - Above and beyond

(Cold Brain 2007)

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La gestazione di “Above and beyond” è durata più o meno due anni fino a quando l’ottima performance avuta dai Denight nell’annuale concorso “Battle of the bands” (indetto della rivista tedesca Sonic Seducer) ha dato una brusca accellerata alla produzione di questo agognato debut album.
Il cd si presenta al primo ascolto come un lavoro musicalmente compatto caratterizzato dalle diverse influenze apportate dai sette (!!) membri che ne compongono la line-up: 1) riferimenti hard rock/metal in alcuni riffs chitarristici e nell’uso (anche se santuario) di una drum machine accopiata alla batteria “naturale”; 2) forti riferimenti gothic rock; 3)vocalizzi “corali” in cui il lead singer viene supportato da backing vocals femminile e maschile non solo nei refrain ma per l’intera lunghezza delle tracce; 4) l’uso del piano esclusivamente come intro/outro delle canzoni o per spezzarne l’andamento e mai come riferimento melodico (Scream Silence docet) eccetto nella pop ballad “Fragile” che rirtengo il motivo più scontato della pubblicazione. Questi vari influssi trovano il giusto collante nella profonda struttura dark wave che permea l’intero full-length: anche in tracce molto energiche come l’iniziale “Ceremony”, praticamente l’hit dell’album già inserita in molte compilations tedesche, è presente una radicata anima wave.
Ma la chiave di volta del lavoro risiede nella sua parte centrale: in cazoni quali “The tool”, “Changes of life”, “The crown” o “Collision” i Denight svelano il loro ragguardevole obiettivo di ricreare gli stessi turbamenti cold wave dei Diary of Dreams però in versione chitarristica e “rock”. Il fatto che la band di Mönchengladbach riesca molto bene nelle sue, più o meno consce, intenzioni è da ricercarsi nella somiglianza tra le tonalità vocali del singer Stephan con quelle di Adrian Hates ma, sopprattutto, nella produzione e negli arrangiamenti melodici di Tim Hochstetter, primo chitarrista dei Diary of Dreams nonchè dei Diorama (vi dice nulla il nome Alistar Kane?).
Concludendo, “Above and beyond” è un album ben prodotto e ben suonato che certamente troverà i favori di molti “nerovestiti” teutonici ma anche di chi, come il sottoscritto, ha preferito i primi intimisti DoD agli ultimi troppo danzerecci.

Mr. Moonlight

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