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EMILIE AUTUMN - Liar/Dead Is The New
(Trisol/Audioglobe 2006)
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Allora, tu sei una violinista. Sei carina. Hai un abbigliamento sexy che strizza l'occhio al goth più carnevalesco mescolato con attegggiamenti in bilico tra gothic lolita e suicide girls. Sei stata (e occasionalmente sei ancora) parte delle sessionman che girano attorno a Courtney Love, quindi conosci anche bene il giro e ti fai vedere. Che succede? Succede che la Trisol (che ha naso per ste cose) ti fa fare i dischi. E succede che sei spinta bene (maschietti, non ridete, intendo spinta artisticamente...) e che la tua imm...ehm, musica vende. E allora vai, in seguito ai full lenght escono anche cose carine buone per i collezionisti. Come questo strano cd compilation, che raccoglie qualche b-side, parecchi remix, pezzi editi e altre chicche. Il tutto limitato a 3999 copie. Si susseguono quindi Liar e Dead is the New Alive nelle versioni che già conoscevamo in studio, elettronica mischiata a dolcezze rosa vagamente alla Rasputina (che personalmente ritengo dieci spanne più in alto, sia qualitativamente che stilisticamente) con qualche voce growl (eggià, i vocioni incazzati da metallari, che fatti da una donzella mi hanno ricordato le Kittie...), Mad Girl (il primo vero inedito del cd) si fa amare per la sua dolcezza romantica classicheggiante, tanto quanto Best Safety Lies In Fear, altro inedito, risulta essere solo un superfluo collages di menate finto-industrial strumentale. In The lake e Let Id Die sono riprese dal vivo nel suo studio di registrazione, e mi regalano la parte più folkeggiante di Emilie, piacevole e spoglia, senza tutte le fronde colorate alla quale ci ha abituato. E poi partono i Remix di liar... Quello Black Metal melodico sinfonico e quant'altro di Brendon Small fa sorridere, anche se il growl di Emiliana ci sta tutto. Quello di ASP segue la scia "sorridiamo" del precedente, anche se sono coscente che ste cose con chitarrone e roba varia alla Rammstein tirino non poco nei club gotici. Stesso discorso per il lavoro fatto dai Dope Stars Inc., mentre Angelspit spinge l'acceleratore più sul lato electro della cosa, con risultati buoni anche se non entusiasmanti. Il Remix di Dead Is The New Alive ad opera di Velvet Acid Christ è efficace, ma poteva fare meglio, cos' come quello nuovamente ad opera dei Dope Stars Inc, anche se quest'ultimo è migliore di quello di Liar (mi ha ricordato gli Squid, per intenderci. Non male). La stranezza vera e propria è l'inclusione in questo album della cover di Thank God I'm Pretty, reinterpretata in modo magistrale da Spiritual Front. Chiude il lavoro Unlaced, anticipazione del prossimo album di Emilie, che sembra incentrato prevalentemente sul violino, con inframmezzi electro e ritmiche Black Metal sparse qua e là. Insomma che dire? Dal mio punto di vista la nostra è una che ha capito come girano le cose. Ha il look, ha la bellezza (o fascino o come vi pare), ha la tecnica e ha la sfacciataggine di vendersi al meglio, accontentando un pò tutti e facendo quindi breccia nei cuori di quelli che ascoltano senza pretendere troppo. Se spinta bene (e non ridete di nuovo) potrebbe diventare l'alter ego, a livello di popolarità, di Mariolino Manzo per intenderci. Così come potrebbe stufarsi del lato più fashion della cosa e concentrarsi solo sulla musica, quella che davvero sa fare e le piace. E riuscirebbe a farlo comunque. Furba, bella e brava, ce la ritroveremo in mezzo per parecchi anni.
