THE MISSION

Raccontare in una pagina web la storia dei Mission credo sia praticamente impossibile. Lo stesso, ottimo, web-site ufficiale del gruppo
www.themissionuk.com non se l’è sentita di farlo… Ma d’altronde come condensare in "poche" righe tutta la vita di una band
che ha fatto la storia della musica (e non solo di quella gotica)?? Credo sia veramente impossibile. Qualcuno, nel corso degli anni ottanta, li definì i "fantastici quattro" (proprio come i Beatles); all’inizio della decade scorsa li pubblicizzarono come "il futuro del rock inglese" e, con un disco come "Carved In Sand" allora in testa alle chart di mezzo mondo, non si poteva definirli in modo diverso.
Formatisi alla fine del 1985 dallo "scioglimento" dell’unica formazione dei Sisters Of Mercy degna di essere oggi ricordata (la "Andrew Eldritch Band" degli ultimi anni non mi è mai stata troppo simpatica), i Mission di Wayne Hussey (voce e chitarra), Craig Adams (basso), Simon Hinkler (chitarra, ex Artery) e Mick Brown (batteria, ex Red Lorry Yellow Lorry) scalarono le vette del successo in men che non si dica. Subito al primo posto delle chart alternative britanniche (senz’altro più ardue da scalare delle attuali classifiche alternative tedesche!) con il primo singolo "Serpent’s Kiss", i Mission accumularono da lì in avanti una serie di
primati senza precedenti. Gli Oasis, i Blur, i Verve, allora non esistevano e, per una buona mezza decade, la band di Leeds diventò il simbolo della nuova generazione rock inglese. Album come "Gods Own Medicine" (1986), "Children" (1988, prodotto da John Paul
Jones dei Led Zeppelin) e "Carved In Sand" (1990) sono tuttora veri e propri testamenti (e bestseller!) di una delle rock band più prestigiose dell’Inghilterra di quei tempi… Tre volte ospiti al Rock Festival di Reading (l’ultima volta, nel 1989, in veste di headliner di fronte ad oltre 200.000 persone), tour che toccarono l’intero globo terrestre (Europa, Asia, Australia, America, Sud Africa…), storie di sesso e droga classiche del grande circo della musica rock… I Mission, sì, ce la fecero!
Un passato glorioso, denso di successi irripetibili, accompagnò la band fino al passaggio dagli anni ottanta alla decade successiva, "Carved In Sand", tra i loro album il campione d’incassi, segnò il "canto del cigno" della band che negli anni seguenti dovette vivere invece di espedienti (non sempre riusciti) per rimanere a galla.
Prima la dipartita di Simon Hinkler (nel 1990, durante un tour americano), poi quella di Craig Adams (nel 1993, in seguito alla pubblicazione di "Masque" - un album che fece perdere al gruppo più fan di quanti ne potesse avere guadagnati in passato!) segnarono la triste evoluzione (o involuzione - come preferite) dei Mission nel corso degli anni novanta. I dischi di quegli anni, realizzati da una formazione quasi occasionale i cui unici membri fissi rimanevano Wayne, Mick e il nuovo chitarrista Mark Gemini Thwaithe (ora in pianta stabile nei Tricky!!?), se li ricorderanno forse in poche persone: il già citato "Masque", "Neverland" (del 1995) e "Blue" (del 1996). Pop, grunge, blues, glam, gothic, metal… La crisi d’identità del gruppo il cui leader, cantante e chitarrista aveva "inventato la musica gothic" (la chitarra di "First & Last & Always" dei Sisters Of Mercy era la sua - non dimentichiamocelo!), è l’unica cosa che
traspare dai brani di quel periodo. Anno Domini 1996 e, come presumibile, la band si scioglie!
Passarono i giorni, i mesi, gli anni, i secoli (dal ventesimo si passa al ventunesimo!) [e si vedono tutti sulle loro facce!!! N.d.Malex] e, a seguito di un’antologia di brani rifatti ("Resurrection", del 1999) la band si riformò per un tour americano. La formazione era
inedita: Wayne (chitarra e voce), Scott Walker (batteria - ex The Cult), Mark Thwaithe (il più fedele compagno di Hussey dal 1993 al 2001) e, incredibile ma vero, Craig Adams al basso!
Come presumibile, il tour registra una serie di date sold-out e, come da copione, la band mostra ancora una volta di essere tra i migliori live act in assoluto del mondo (questa l’unica forza che non li abbandonò mai - neanche nei momenti più bui della propria carriera)… Chi li ha già visti in concerto lo sa benissimo: Wayne Hussey è un vero e proprio animale da palcoscenico, un front-man di cui le riviste inglesi scrissero "Hussey canta tutti i brani nello stesso modo, con la stessa grinta, canta ogni pezzo come se fosse l’ultimo della sua vita…" … Mi dispiace per i vari Robert Smith, Andrew Eldritch, Carl McCoy o Fernando Ribeiro (Moonspell), ma in questo non esistono confronti: Wayne Hussey è realmente un animale da palco!
Confermata la propria forza "on-stage", al gruppo spettava l’arduo compito di riuscire a tornare ad essere grandi anche in studio, di riuscire a pubblicare un disco capace di trasmettere al pubblico quelle emozioni scomparse col "dopo - Carved In Sand". E i miracoli, o più realisticamente i frutti di un duro lavoro, a volte accadono: "Aura", l’ultimo album dei Mission pubblicato sul finire dell’anno scorso, è un "album dei Mission"! I suoni non mentono, le emozioni non mancano… Wayne e soci ce l’hanno fatta. "Aura", come scrive l’autorevole rivista tedesca Zillo, è un album che
ha tutti i numeri per potere essere paragonato ai dischi degli esordi, a quei lavori che oggi non mancano in qualsiasi discografia dark che vuole essere tale. "Evangeline", il primo singolo estratto da "Aura" (subito numero 1 in Germania), è una "hit gotica" per
antonomasia; si, forse ha l’unica pecca di assomigliare troppo a "First & Last & Always" dei Sisters Of Mercy ("Sì, lo so, ma se non abbiamo noi il diritto di farlo, chi altri ne ha il diritto?" - Wayne autunno 2001) ma è potente, efficace, piena di grinta e con un ritornello tanto ruffiano quanto assassino… "Dragonfly" (cambiano i nomi degli insetti ma la solfa è sempre quella) è la nuova "Butterfly On A Wheel" del ventunesimo secolo; "Mesmerised" e "Trophy/ It Never Rains" non avrebbero di certo sfigurato su "Carved In Sand"; "Lay Your Hands On Me", con quel suo ritornello "smuovi - culi" potrebbe essere il loro nuovo asso nella manica
per gli spettacoli live… "Slave (To Lust)", la decadente "In Denial" (il cui primo refrain di chitarra è "Beyond The Pale" - buon orecchio non mente!) proiettano poi la band verso nuove soluzioni sonore, interessanti quanto ancora una volta (proprio come ai vecchi tempi) maledettamente oscure…
I Mission sono tornati sul serio, dopo sette anni di assenza dal nostro paese, con il grande successo di pubblico delle date del 15 Febbraio 2002 al "Blackout" di Roma e del 17 Febbraio al "Transilvania Live" di Milano. Purtroppo il previsto concerto del 16 Febbraio al "Siddharta" di Prato non si è potuto svolgere a causa di alcuni problemi tecnici riscontrati all'ultimo momento.

Per chiudere vi lascio ad un elenco dei brani che i Mission hanno eseguito nelle due date italiane, ditemi voi se non ne è valsa la pena!!! Wasteland - Garden Of Delight - Into The Blue - Wake - Hands Across The Ocean - Butterfly On A Wheel - 1969 - Beyond The Pale - Severina - Never Let Me Down (sì, quella dei Depeche Mode!) - Deliverance... Vi basta?????
[Articolo a cura di
Alex Daniele per Erbadellastrega.it]
 
   
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