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Rosemary’s Baby

Novembre 2008

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Con una produzione discografica limitata e solo un paio d’anni d’attività, i veronesi Rosemary’s Baby costituiscono una meteora nella scena musicale italiana post-punk della prima metà degli anni ottanta. Veloce stella cadente che ha però impattato in modo molto netto e deciso, ancora oggi infatti vengono ricordati come una delle formazioni più affascinanti e seducenti del periodo, non solo in ambito musicale, ma anche culturale e ideologico.

 

Mi ritrovo quasi morbosamente, in occasione di questo articolo, ma come sempre, ad osservare le loro rare vecchie foto, leggere i loro scritti, e tutto ciò m’incute ogni volta un senso di timore reverenziale, quasi di imbarazzo per uno stile di vita, una capacità di analizzare le cose così determinato e serio, per la competenza con cui all’interno del loro progetto trattavano religione, occultismo, società, mass-media, cultura ai limiti. Quando poi passo ad ascoltare i loro dischi, il sentimento si trasforma quasi in paura e disagio da cui non riesco facilmente ad allontanarmi. A chiudere il cerchio, il pensiero va alla misteriosa fine del progetto e al velo di omertà che lo avvolge da allora, praticata in primis, ancor oggi, dagli ex componenti del gruppo: Pierre Z., Stefano S., Dorella G., Nicoletta F.

 

Confinare l’esperienza Rosemary’s Baby nel solo ambito musicale è decisamente riduttivo; così come relegare le ideologie poste alle basi del progetto in poche righe all’interno di questo articolo è irrispettoso verso la dedizione e la convinzione con cui queste persone si dedicavano ad un progetto esoterico, e magari chissà anche “pericoloso” da quel punto di vista. Per di più non sarei nemmeno la persona più indicata e competente per illustrare le loro tematiche di riferimento. Chi è interessato a questo lato della storia potrà trovare più o meno facilmente le fonti da studiare per cercare di saperne di più.

 

Comincia tutto nel lontano 1981 a Londra, quando i Throbbing Gristle si sciolgono; due di loro, Genesis P-Orridge e Peter “Sleazy” Christopherson, non perdono tempo e danno vita ad un nuovo progetto visual-musicale battezzato Psychic TV. Progetto piuttosto diverso dalla loro precedente esperienza, tanto da spiazzare tutti musicalmente fin da subito con l’album di debutto Force The Hand Of Chance.

Il retro copertina dell’LP raffigura i due in una foto in cui indossano camicie con colletti da prete, sembra che i due vogliano presentarsi come sacerdoti di un nuovo credo. In calce allo stesso retro copertina è presente una piccola scritta: “File Under: Fund-Raising Activities” (archiviare come: attività di raccolta fondi). E’ successo qualcos’altro oltre la nascita di Psychic TV: è stato fondato il Temple Ov Thee Psychick Youth.

Un’organizzazione che professa l’assurdità di ogni credo, eccezion fatta per quello in sé stessi, e nelle potenzialità dell’essere umano, in particolare della sua mente. La convinzione di dover agire magicamente sul proprio essere per poter giungere alla realizzazione di qualsiasi cosa si desideri: “Force The Hand of Chance” = “Forza la mano del caso”.

La necessità di risvegliarsi dal torpore indotto dalla società moderna e liberarsi da ogni forma di controllo per poter agire in tal senso.

Il tutto ponendosi come uno “Stato nello Stato”, con una ostentata venerazione in tal senso per Charles Manson e la sua “Family”, o per il reverendo Jim Jones e il suo Peoples Temple, esperienza conclusasi con il clamoroso suicidio di massa di Jonestone.

 

Ben presto cominciano a fiorire molteplici basi operative del TOPY in tutto il globo, comunicanti e cooperanti tra loro, mediante scritti, scambi di materiale, produzioni discografiche. Ed ecco quindi come, anche in Italia, viene posta la base per una filiale del Tempio, la quale viene creata proprio dai nostri Rosemary’s Baby, mediante la fondazione dell’associazione culturale Ricerche Studi Babalon, con sede operativa a Verona, la quale comincia ben presto a raccogliere soci aderenti che saranno noti come Babalon Babies.

 

Abbiamo proprio la data di nascita esatta dell’emanazione italiana del Tempio, poiché l’entrata in scena dei Rosemary’s Baby avviene in maniera geniale e plateale il 1° Novembre 1984.

Durante la notte di Ognissanti nella città scaligera è successo qualcosa di scioccante: quando al mattino i cittadini veronesi escono di casa per andare ad omaggiare i propri defunti al cimitero, notano delle strane epigrafi appiccicate ai muri della città, su cui in inchiostro rosso sangue, campeggia la scritta Rosemary’s Baby is born. Un esordio che non passa inosservato: l’edizione del 2 novembre de “L’Arena di Verona” si butta a capofitto nella cronaca dell’evento: “I seguaci delle messe nere: <<E’ nato il figlio di Satana>>” è il titolo dell’articolo principale dell’intera pagina dedicata all’avvenimento, e di contorno ovviamente non manca un excursus generale sul satanismo e l’immancabile opinione del Monsignore, che non stenta a credere che il blasfemo gesto sia opera di “coloro che, in perfetta lucidità di mente, si radunano di notte per adorare Satana”. Quasi un anno dopo i Rosemary’s Baby avranno l’occasione di precisare il senso del loro gesto sulle pagine dello stesso quotidiano, quando il loro atto sarà collegato ad altre presunte azioni sataniste nei dintorni. Potranno quindi esplicitare che il loro intento era di “rompere gli schemi e gli stereotipi e tentare una provocazione per favorire la ricerca interiore dell’individuo”, e sottolineare il loro collegamento col TOPY di Londra.

 

Rosemary’s Baby è nato e subito comincia a partorire: Ricerche Studi Babalon si concretizza con l’invio ad ogni Babalon Baby delle prime circolari e dei bollettini realizzati col contributo di ogni socio, con la traduzione in italiano del Grey Book (il testo di riferimento del TOPY), con l’attività musicale del gruppo: concerti, la prima cassetta Magia Sexualis, il primo 12” Love Songs (1985) e l’LP di congedo Andrew Woodhouse (1986).

Per quanto riguarda il materiale cartaceo summenzionato, è d’obbligo la lettura del ciclostilo T.O.P.Y. Italy – R’sB Files, una raccolta di materiale del periodo curata da A.M. Kundalini, uno dei primi Babalon Babies, comprensiva di ritagli di giornali dell’epoca, comunicati, bollettini, sopraccitata traduzione in italiano del Grey Book, e lettere facenti parte della sua corrispondenza privata con Pierre Z..

 

Riguardo all’attività musicale dal vivo, posso brevemente parlare del materiale in mio possesso, vale a dire le videoregistrazioni della loro prima esibizione e del concerto all’Helter Skelter come gruppo di supporto ai CCCP.

La prima esibizione del gruppo avviene a Verona, non so dire in che occasione. La formazione è a tre: Stefano voce principale, Pierre chitarra e urla, un ragazzo che non riesco ad identificare al basso. Stefano recita parti vocali con statuaria presenza scenica, mentre giri di basso vengono ripetuti ossessivamente su una base di campionamenti e rumori di fondo, il tutto martoriato dalle schitarrate di Pierre feroci come rasoiate e dalle sue grida pazzoidi, a cui si abbandona improvvisamente, tornando altrettanto improvvisamente a una calma apparente che rende il risultato finale decisamente schizofrenico. Se interpreto bene ciò che si vede, data la scarsa qualità del video, non mancano parti di autolesionismo da parte di Stefano, che verso la fine comincia a infliggersi tagli al braccio con lo stesso schema della figura qui a fianco.

L’altro concerto di cui posso parlare è il pazzesco live all’Helter Skelter: band al completo, Pierre passa al solo ruolo di cantante e Stefano alla chitarra, presenti anche Dorella, Nicoletta ed un altro ragazzo che si alternano alle percussioni, basso e seconda chitarra. Risulta una performance magica: Pierre canta e urla come un pazzo mentre il resto del gruppo, per la maggior parte impassibile ed allucinato, gli offre un tappeto sonoro potente e incessante. Per capire cosa intendessero i Rosemary’s Baby quando affermavano di voler ricondurre la musica la suo significato originale ed infondere uno stato d’animo nell’ascoltatore, basta guardare il pubblico attonito alla fine di questo concerto.

 

La cassetta Magia Sexualis circolò in tre diverse edizioni: le prime due sono probabilmente contemporanee o quasi, la terza è una successiva riedizione. A dire il vero la loro distribuzione non mi è ancora del tutto chiara: due ex Babalon Babies, con cui ho scambiato qualche battuta, posseggono la seconda edizione. Anzi uno di loro non la possiede più visto che me l’ha ceduta. Forse le tre versioni non sono nemmeno musicalmente del tutto identiche, pur presentando, almeno le prime due, gli stessi brani.

La prima edizione è la più somigliante ad un demotape: semplice copertina fotocopiata, sul fronte il disegno di una donna a figura intera e un piccolo riquadro con la futura copertina della seconda edizione, all’interno la lista dei brani.

La seconda edizione è la più curata: copertina plastificata, sul fronte una foto in fiamme del volto di una donna, all’interno lista dei brani e piccolo inserto con la ripetizione della lista dei brani, inclusi però gli strumenti utilizzati per la loro composizione ed alcune note.

La terza edizione sembra essere una ristampa, curata dall’etichetta veronese “The League of The Gloomers”: copertina rossa, sul fronte croce a tre braccia del TOPY, nessuna informazione sui brani.

La cassetta si presenta come una vera e propria cerimonia religiosa, suddivisa in riti e liturgie come una messa cristiana. Il lavoro si apre con la registrazione originale di un canto tibetano e pian piano cominciano a crescere le manipolazioni sonore del gruppo fino ad arrivare alle loro vere e proprie composizioni. Un inquietante viaggio tra campionamenti di cori, gemiti, piagnucolii, pianti, orgasmi, il tutto miscelato a frequenze distorte ed opprimenti. L’effetto è un disturbante alternarsi tra atmosfere pesanti, oppressive ed atmosfere più rarefatte e nebbiose. Fino alla lunga conclusione: la registrazione di un rosario, sempre più disturbata dai rumori e dalle distorsioni man mano che ci si avvicina alla fine.

 

Love Songs è il primo 12” del gruppo. Rockerilla del dicembre 1985 dedica due pagine ai Rosemary’s Baby, con intervista e recensione del disco, venduto all’epoca direttamente dalla band a 8.000 lire, spese di spedizione incluse. Oggi comprarlo costa un “po’” di più, ed è comunque il disco dei Rosemary’s Baby che si trova più facilmente.

Il disco presenta provocatori riferimenti a Manson e alla Family. A partire dalla copertina, vale a dire la celebre foto in bianco e nero del sensuale abbraccio tra i corpi nudi di Roman Polanski e Sharon Tate, massacrata assieme al figlio che portava in grembo da alcuni accoliti mansoniani. Fino al messaggio nascosto tra i crediti del retro copertina, ottenuto unendo solo le lettere in grassetto: “Death to pigs”, lo stesso messaggio scritto col sangue dagli assassini su di un muro della casa del massacro.

Se Magia Sexualis si chiudeva con un rosario, il primo lato di Love Songs si apre con “Om”, la registrazione di un’omelia di Giovanni Paolo II. Poi improvvisamente parte “The power of love…”, versione riveduta e sviluppata di “Sanguis et semen” presente in Magia Sexualis. Sedici minuti circa di rumori, distorsioni, gemiti, masticate blasfemie; con un po’ di immaginazione si può sognare  quale oscuro rituale a base di sperma e sangue potrebbe fare da sottofondo a tutto ciò.

Il lato B si apre col tema principale di Rosemary’s Baby, il film di Roman Polanski da cui la band ha preso il nome, campionato in “Emabs Byos Y’Rra” che introduce “See Woman See Human”, pezzo sensualissimo e ipnotico grazie all’ossessiva sezione ritmica e alla prova vocale di Pierre, che dimostra di aver appreso appieno la lezione vocale di Genesis per quanto riguarda malsanità e seduzione vocale.

Chiude il disco “1 Vortex”, vero e proprio vortice di urla e grida sonore.

 

Prima di giungere al termine del nostro viaggio, vale la pena menzionare un’altra cassetta di cui non so assolutamente nulla per quanto riguarda la datazione o la sua genesi ma che mi sembra comunque da dovere escludere dalla discografia ufficiale. Ne sono entrato in possesso grazie ad un caro amico a cui ho chiesto lumi, ma nemmeno lui mi riesce a dire qualcosa di più. Si intitola Private Demos 1984 ed è edita dall’etichetta “R.E.X.X. Live and Rare Tapes”. Trattasi probabilmente come dice il titolo stesso di prove e sperimentazioni per i brani da includere nelle uscite che sarebbero state di lì a poco pubblicate. Contiene materiale assolutamente ottimo, pezzi mai editi e pezzi poi finiti in Magia Sexualis e in Love Songs. E’ presente anche una versione embrionale di “See Woman See Human”, inclusa poi in Love Songs, senza però alcun riferimento a Sharon Tate come sarà invece nella versione definitiva.

 

 

Fin dal principio del suo operato, RSB dichiarò di porre il TOPY come punto di partenza e non necessariamente di arrivo.

Questo sottintendeva il fatto di mettere in preventivo che il frutto della sua ricerca poteva essere di qualsiasi tipo e non necessariamente da una parte o dall’altra per stupida presa di posizione.

Con la realizzazione del presente progetto “Andrew Woodhouse” è definitivamente ed immediatamente conclusa l’attività di Ricerche Studi Babalon e la sua opera in qualità di TOPY italiano; altresì viene a cessare l’esistenza di Rosemary’s Baby, filiazione musicale del più complesso progetto RSB: Babalon venne ricercata e studiata e, al momento attuale venne riconosciuta.

Qui di seguito pubblichiamo i risultati.

                                                                                              RSB – luglio 1986

 

Questo è il comunicato che apre il libretto contenuto nell’ultima produzione dei Rosemary’s Baby: l’LP Andrew Woodhouse. Dopo solo un paio d’anni di vita, il gruppo così si congeda dai suoi sostenitori, estimatori, seguaci, esaltati, modaioli e non. Tiratura del disco 500 copie, 250 in distribuzione gratuita. Il titolo stesso dell’album simboleggia il mutamento avvenuto nel gruppo: nel film Andrew è il nome che Rosemary vorrebbe dare al figlio, mentre alla fine sarà chiamato Adrian. Quasi un cambio di rotta.

Del disco e delle parole contenute nel libretto e nelle lettere che Pierre scrive al riguardo, se ne potrebbe parlare per pagine, ma ricordo la premessa fatta all’inizio dell’articolo. Ho scoperchiato il sepolcro in cui riposa Rosemary’s Baby, ho provato a descriverne la vita passata, ma non voglio rimuovere completamente il velo che ne avvolge il corpo. Questo lo può fare ciascuno di noi se interessato e con la sua testa.

Quel che è certo è che effettivamente il progetto aveva lavorato bene, gli intenti di studio e ricerca erano stati pienamente perseguiti e al momento si era giunti a maturare delle idee che col punto da cui si era partiti avevano poco a che spartire. I risultati di cui si parla nel comunicato non vengono esplicitati. Vengono invece presentati sotto forma di estratti da libri di vari autori, tra i quali vale la pensa sottolineare la preponderanza delle citazioni da opere di René Guenon: dei suoi giudizi sullo psichismo e la magia, sul mondo moderno e lo sviluppo dell’uomo.

L’intero lato A del disco è occupato da una imponente cover di “The End” dei Doors, rieseguita in maniera tribale, eterea e sognante, piena di percussioni e mai disturbante e oppressiva come poteva essere una “The power of love…”. Ci si ritrova galleggianti in una fumosa foschia per l’intera durata del pezzo, anche nel più movimentato finale, per la cui registrazione i Rosemary’s Baby hanno utilizzato alcuni strumenti usati dai monaci tibetani per l’ultimo pezzo del lato B. Il testo è modificato, lo si può leggere interamente scritto a mano in una copia di una pagina di agenda datata 3 Luglio (morte di Jim Morrison…), anche questa allegata al disco. Testo non modificato a caso, come spiega Pierre in una delle sue ultime lettere.

Il lato B consiste invece in tre registrazioni. “Êni”, canto bizantino celebrato e cantato nel Monastero di Xenophontos. “La Ilahe Illallah”, canto musulmano che ripete ossessivamente il titolo, che suona come “Non esiste altro dio che Allah”. “Swayambunath”, registrazione di un canto tibetano fatta da R’sB nel tempio di Swayambhu.

Pierre chiude una delle sue ultime lettere con la frase “Cerca il Signore”. Credo che riflettendo su questo fatto e sui tre brani che i Rosemary’s Baby hanno deciso di includere nel lato B del disco, si possa intuire quale fosse la strada che si cercava di intraprendere in quel momento.

 

L’esperienza Ricerche Studi Babalon e relativa “filiazione musicale” si chiude così. Pochi mesi prima era nell’aria la possibilità di un tour, 6 date negli intenti della band, e i rapporti col TOPY erano ancora attivi. Possibile sia successo qualcos’altro oltre alla maturazione dei pensieri accennati sopra, ma difficilmente ne verremo a conoscenza.

Credo sia il momento di richiudere il sepolcro.

ZA

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