RECENSIONI DISCHI

AAVV – DANZA MECCANICA - Italian Synth Wave Vol. 2 1981 – 1987

Mannequin 2012

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Secondo appuntamento con l'antologia sulla wave italiana curata dalla nostrana Mannequin: dieci pezzi selezionati, come per il primo capitolo, tra quelli di formazioni italiane sconosciute o meno conosciute di quanto effettivamente meritassero. Devo dire che, almeno per quanto riguarda le mie conoscenze, stavolta sono stati riesumati gruppi davvero sconosciuti: se tra quelli del primo volume me ne risultavano ignoti solo un paio, orasono invece solo due quelli che conosco...
Una delle due a me note sono i Suicide Dada: la prima band di Francesco Caudullo, che poco dopo fondera' gli Africa Unite(d) e diverra' noto come Madaski. Band e pezzo gia' li conoscevo; la loro “Acque” mischia in modo interessante una tribaleggiante sezione ritmica in primo piano a una sottile linea di synth in lontananza. Secondo pezzo e' “Through Glasses” dei milanesi Der Blaue Reiter: molto bello, ispirato palesemente dai Joy Division piu' intimisti. Proseguiamo coi Sons of Science e la loro “Way of Life”: bel pezzo di elettronica minimale nervosa, ossessiva e spigolosa. Tocca quindi ai Waveform con “Creep”: pezzo velocissimo e quasi mono-tono, con voce femminile, e' quello che mi e' piaciuto meno tra tutti. Chiude il lato A “New Record” dei Ruins, pezzo no wave piuttosto intrigante nella moltitudine di sorgenti sonore da cui e' composto.
Il secondo lato del disco si apre con l'altra band a me nota, vale a dire i Jeunesse d'Ivoire; il pezzo e' “A Gift of Tears”, gia' presente in varie vecchie compilation ristampate recentemente e qui proposta in una versione “silente”, con testo e suoni piu' minimali, a rendere il pezzo piu' sognante di quanto gia' non fosse. Segue “I'll Merry Go Round” dei L.A.S.'s Crime: ottima darkwave pulsante, il pezzo piu' oscuro della compilation. “Harry Batasuna” a firma Musumeci e' un pezzo strumentale, ossessivo, metallico, perforante...mi piace. Col synth pop di “First Frequency” di Deca torniamo a sonorita' piu' accessibili ma non meno piacevoli, ottimo pezzo anche questo. Chiude il disco “Subterranean Wait” degli European Stage, pezzo “spaziale” ed etereo che si dissolve nel finale.
Il disco sara' disponibile in digital download e, come fu per il primo volume, uscira' fisicamente, almeno per ora, solo in vinile (500 copie).

ZA

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