RECENSIONI DISCHI

SETTORE GIADA - Per Elisa

Seahorse Records 2012

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Dalla Svizzera mi arriva questo album che è riduttivo definire interessante. Tra suggestioni Goth, reminescenze postpunk e wall of sound magmatici e letali, i Settore Giada infilano otto brani più un prologo ed un epilogo che sconvincono e si fanno apprezzare, nonostante la voce non perfetta di Ali (che seppur non intonata, ha un suo fascino espressivo notevole). Ciò che più colpisce nella band è quella voglia esplicita di sperimentare nuove soluzioni con arrangiamenti classici che si alternano a soluzioni meno canoniche, cosa che va a creare un equilibrio instabile dove i ritornelli si contorcono su loro stessi e nell'arco di pochi secondi i brani cambiano pelle, trasformandosi da piacevoli motivi pop a dissonanze noise che tolgono il fiato. Non sono noiosi od ovvi, i Settore Giada. Forse possono risultare poco "catchy", ma non credo che sia quello l'obiettivo della band. Se devo trovare un difetto, sono i quattro remix in coda, onestamente evitabili. Per il resto, una graditissima sorpresa per un disco di qualità. Settore Giada è una band che se non perderà la bussola, potrebbe continuare a stupirci per molti anni. Ottimo lavoro.

 

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Max1334

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