RECENSIONI DISCHI

AV - The Post Romantic Empire Album

PRE 2013

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Penso che quest'opera sia uno dei modi piu' belli ed emozionanti che io abbia mai visto per concludere un percorso di arte e amicizia. Composto da 2 LP e un sette pollici, limitato a 1001 copie, questo
disco conclude l'esperienza Post Romantic Empire, progetto sviluppatosi negli anni come etichetta e organizzatore di eventi, e In The Night Time, etichetta romana credo e spero nota a tutti i lettori. Non mi dilungo sulla storia di queste due entita' e sulla genesi di questo triplo disco, per questo rimando alle esaurienti note interne alla confezione. Un cenno all'organizzazione dei tre dischi: sono stati scelti alcuni brani e sono stati assegnati a dei compositori con
l'intento di essere da loro rivisitati; i compositori stessi hanno invitato altri artisti a collaborare per l'esecuzione dei brani da
loro rielaborati e le varie parti, registrate a volte in luoghi e tempi diversi, sono state alla fine assegnate per l'assemblaggio
finale ai produttori. Come sono stati scelti i brani? Beh, Post Romantic Empire nacque come progetto di ricerca sull'eredita' del Romanticismo nel mondo odierno, quindi nel doppio LP sono contenuti quattro brani (tre in realta', uno in doppia versione), scelti come archetipi del Romanticismo: "The story of Shéhérazade" (originariamente di Rimsky Korsakov), "The house of the rising sun" (pezzo folk tradizionale americano), "Love will tear us apart" (Joy Division). Il sette pollici invece e' un altro discorso. Sei anni fa moriva Paul Tired, parte integrante e fondamentale di In The Night Time, e il sette pollici e' dedicato a lui. Contiene due pezzi, sottoposti anch'essi al trattamento sopra citato, scelti tra quelli che erano i suoi preferiti: "Dreams never end" (New Order) e "Annarella" (CCCP). Lascio al lettore la curiosita' di scoprire compositori, esecutori e produttori dei vari brani: citarli tutti sarebbe pesante e citarne solo alcuni sarebbe ingiusto. Anzi uno lo  cito, come omaggio: Larry Cassidy che recita i Joy Division in una delle due versioni del loro brano. Il giudizio sui singoli brani non puo' che essere ottimo: tutti perfettamente riusciti nella composizione, esecuzione e produzione. La cosa sorprendente di questo disco, sottolineata anche dal curatore Giulio Di Mauro nelle note interne, ma che avevo notato gia' prima di leggerle tanto e' palese, e' il risultato finale. Nonostante i numerosi e diversi artisti coinvolti, ascoltate i brani tutti di seguito e non potrete fare a meno di notare la naturalezza con cui si susseguono, pur a volte mutando musicalmente all'interno dei singoli brani, oltre che da un brano all'altro. Persone diverse che hanno lavorato su brani diversi, con risultati musicalmente diversi, ma tutti sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, producendo quindi alla fine risultati convergenti...come detto in principio, non c'era conclusione migliore di questa.

ZA

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