INTERVISTE

SINEZAMIA

maggio 2012

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Bentornati su Erba Della Strega! Ormai siete degli Abituè;) Cos'è cambiato dall'ultima volta che ci siam sentiti?

Ciao a tutti! E' sempre un piacere tornare a parlare con lo staff di Erbadellastrega.
Beh rispetto all'ultima volta (era il 2009, anno di uscita del secondo EP Sacralità) sono cambiate diverse cose. Innanzitutto due componenti della band; alla chitarra, dal Settembre 2009 abbiamo Federico Bonazzoli mentre da fine 2010 alla batteria abbiamo Stefano Morbini. Con questa line-up non abbiamo mai suonato nel mantovano, Lo faremo il 24 Giugno per la prima volta. Abbiamo preferito concentrarci nella stesura, composisione e registrazione del disco e presentare i pezzi, nuovi e vecchi, in lungo ed in largo in varie città, come Torino, Bergamo, Brescia, Milano, Roma, Firenze, Modena, ecc. Molti ne stiamo già componendo ora, almeno una decina...credo non passeranno altri 8 anni per un nuovo album. E' cambiato il nostro approccio nel fare musica, i gusti musicali...i SINEZAMIA sono cambiati, maturati e preso consapevolezza dei propri mezzi. E l'età di tutti si è fatta molto omogenea, quindi il feeling è molto alto.

 


Permettetemi un gioco di parole... togliamoci i Sassolini dalle scarpe e via senza Pelù sulla lingua;) Ormai sono anni che vi accostano a nomi storici della Wave Italiana come Litfiba e Diaframma. La cosa vi scoccia? Vi lascia indifferente? Vi lusinga?

L'accostamento credo sia diventata una prassi, fatta a priori, dettata da chi ci ha conosciuto con i vecchi lavori. Sinceramente ci scoccia un po'. Conoscendo molto bene le band da te citate, non ti trovo alcun tratto comune. I Diaframma manco a volerlo dai..quando mai hanno avuto un sound come "La fuga"?? Dei Litfiba..credo si possano respirare certe atmosfere, ma dettate dal fatto che facciamo un rock cantato in italiano bello tosto! Federico, il chitarrista predilige band come Guns'n' roses, il batterista Stefano band come Pink Floyd...e poi un po' tutti spaziamo in vari generi. Certamente i più legati al un sound "wave" siamo io e Carlo Enrico, unici membri rimasti fin dall'inizio. Nella band, posso garantirti che Diaframma e Litfiba sono ben poco ascoltati. Anzi..non per essere cattivo, ma piacciono ben poco agli altri. Ovvio, restano un bel ricordo della mia infanzia e delle nostre origini musicali, ma non certamente una ispirazione per il disco e per la fase attuale dei Sinezamia. Poi..se dobbiamo parlare dello stato attuale dei Litfiba e dei Diaframma...ti rispondo che preferisco Cesare Cremonini.
E...i Sinezamia non credo siano più un gruppo "new wave". Ci stanno un po' strette le etichette. Forse siamo più vicino, se proprio dobbiamo trovare un genere, ad un Gothic Rock che in Italia vide i suoi massimi rappresentanti negli Artica. Mi piace definire che facciamo un "rock cupo".

 

Volete parlarci di "La Fuga"? come avete vissuto il traguardo del prmo lavoro su lunga durata?

Nell’aprile 2011 siamo entrati negli Strong Studio di Saro Torreggiani ed abbiamo registrato il singolo Ombra, edito poi nel mese successivo.
Visti i numerosi e positivi riscontri del pezzo, abbiamo deciso di entrare in studio a fine Maggio, per iniziare a registrare i vari pezzi inediti che avevamo con l’intento di arrivare a confezionare un disco di 8 pezzi. La prima parte di registrazioni si è conclusa a Luglio, con 6 pezzi registrati. Gli ultimi due, nati proprio tra Agosto e Settembre sono stati registrati a Ottobre.  Il disco sarebbe dovuto uscire a cavallo tra Dicembre e Gennaio ma purtroppo, un furto a fine Novembre agli Strong Studio ha causato l’imprevisto: tutte le registrazioni sono andate completamente perse. Un furto che ha toccato nel profondo noi ed altri dieci artisti. Tutto da rifare, tutto da capo, proprio quando il traguardo era li.ad un soffio. Non ci siamo persi d’animo e con la grinta e voglia di riscattarci nel solo mese di Dicembre abbiamo ri-registrato l’intero disco con Daniele La Spada e tra Gennaio e Febbraio ne abbiamo curato i missaggi e master con Saro. E’ stata una bella rivincita e soddisfazione personale. A posteriori, possiamo pure dire che il risultato, sicuramente dettato dalla rabbia e dall’entusiasmo di pubblicare un disco nuovo, è stato decisamente migliore.
Ridendoci sopra, possiamo anche dire che da qualche parte esistono le registrazioni inedite di un disco dei Sinezamia che non vedranno mai la luce, forse. Il titolo è stato scelto come ultima cosa, una volta trovata la copertina, opera della bravissima fotografa fiorentina Elisa Melai. All'inizio vi erano altri titoli, come “Metamorfosi”, “Vita sotterranea”, “Frammenti”. Poi abbiamo deciso di optare per “La fuga”, che è anche uno dei pezzi contenuto in esso. Questo disco per noi vuole segnare la fuga da tante cose. Innanzitutto la fuga dalla quotidianità e dalla mondanità, che la maggior parte delle volte opprime i nostri sentimenti e aspirazioni e la musica è sicuramente un mezzo che aiuta ad evadere. La fuga da certi stereotipi musicali troppo inflazionati e scontati; noi stessi non ci consideriamo più una band solamente new wave o dark o come dir si voglia. Credo che questo album ne sia la prova. E’ il frutto di cinque background musicali diversi che hanno dato vita a questi otto pezzi e ad altri che per il momento sono rimasti nel cassetto o che stanno nascendo ora. Ci piace mescolare un po’ le tinte, mantenendo però il nostro stile, sicuramente diverso da molte altre band ma tuttora riconoscibilissimo. La fuga da continui accostamenti...e credo che noi ce l'abbiamo fatta. Ora tocca a chi ci ascolta riscontrare questo dato di fatto...
Il tutto è stato vissuto ovviamente con una grande carica emotiva. Per fortuna la stampa ne stà parlando benissimo...e ne siamo soddisfatti. Ed anche le vendite, per quelli che sono i nostri canali e mezzi, sono molto buone.

Quanto l'alternarsi di alcuni membri nella band ha influito sulla musica dei Sinezamia?

Come ho detto prima, senza ombra di dubbio l'arrivo di Federico e Stefano hanno dato una bella "botta" al sound dei Sinezamia, dovuto anche a un loro background diverso.
Batteria molto precisa e potente...chitarra graffiante, nervosa, quasi violentata in certi versi. Cercavamo un "groove" più potente..e che ci distinguesse dalle miriadi si altre band attuali. Credo che siamo sulla buona strada. E i prossimi pezzi, suoneranno ancora meglio, credimi.
Ed anche il mio modo di cantare...si è fatto sicuramente più personale.
Se guardo a tutti i cambiamenti interni avvenuti nella band...credo che ognuno poi abbia segnato un periodo della band, di cui ne vedo almeno tre ad ora. Dagli inizi al 2008 era la fase pià "dark wave", lagata a band come Litfiba e Diaframma. Dal 2009 fino al singolo Ombra un rock intrinso di sfumature dark, ma non cosi pesanti e lente come nel periodo "Fronde". Dopo Ombra una fase sicuramente più rock, con assalti post/punk e violenti ed un suono molto più potente.

Quanto c'è della vostra terra nella musica che fate?

Guarda...onestamente credo poco o nulla. Nel mio, non attingo mai a cose che appartengono alla mia terra, anche perchè non vi sono grandi stimoli. Forse nei nostri pezzi emerge quell'aspetto di freddo, di cupezza, di nebbia (soprattutto nei miei testi) tipico della nostra zona mantovana nel periodo autunno-invernale, che amo. Musicalmente, credo sia impossibile attingere dalla nostra terra. In un contesto nazionale, è indubbio che potremmo essere legati a quel motto "il nuovo rock italiano cantato in italiano".


Quale atteggiamento bisogna avere per ascoltare e comprendere appieno "La Fuga"?

Per poter ascoltare La fuga credo innanzitutto non bisogna partire prevenuti. Non ci si trova davanti nè a un prodotto datato ma nemmeno proiettato verso il trend musicale del 90% delle band "indie" di adesso. Non è per autocelebrarsi, ma credo non ci siano band, al momento, che abbiano un sound come noi. Chi ci conosce si saprà sempre riconoscere dalle altre band, per come scriviamo e facciamo musica e cerchiamo di trasmetterla, ovvero con il cuore. E' un disco che ha riscosso moltissimi commenti positivi da parte di ragazzi (e ragazze) da tutta Italia e di tutte le età, anche da persone non calettate nel mondo "wave" o "dark" o come dir si voglia e dalla critica. Pezzi come "Occhio elettrico", "La fuga" sono potenzialmente dei singoli radiofonici volendo. Ovvio, le radio poi passano quello che "devono" passare, ma le carte ci sono tutte. E non siamo solo noi a dirlo.
Bisogna essere sicuramente appassionati di pezzi molto chitarristici, trascinanti, con cantato in italiano e un modo di scrivere, se vogliamo definirlo cosi, un po' ermetico. Non troverete testi banali, scritti di getto e con parole belle che s'incastrano bene con rime ma dal significato nullo.
Una cosa che mi ha colpito molto è che molta gente ha imparato subito a memoria i testi. Ciò comunque significa che sono più immediati rispetto ad un tempo, come pure le musiche.


Ormai avete parecchi concerti sulle spalle...Quale è stata la più bella esperienza che avete vissuto come band? Qualche concerto speciale che non dimenticherete?

I concerti sono stati parecchi, ma speriamo lo siano sempre di più. Per noi è la dimensione più importante ma che però fatichiamo sempre a coltivare con costanza. L'essere indipendenti al 100% comporta che sia io stesso a trovare date, spedire cd a destra e a manca, fare promozione, ecc.
Il tutto è sempre stato tutto autogestito dai Sinezamia, mai nessun esterno. E quindi quello che spero, sarebbe un po' più di fiducia da parte dei gestori e dagli organizzatori di eventi. Siamo sulla piazza da 8 anni, 6 oramai dal vivo seriamente, non siamo alle prime armi. E soprattutto cantiamo in italiano, senza nasconderci a cantati pseudo-inglesi dal significato sconosciuto.
Esperienze belle ce ne sono state parecchie. In particolare posso citarne due soprattutto, ovvero la data al Sinister Noise di Roma con gli Avant Garde, nel Dicembre 2011. Pubblico Romano davvero ottimo ed interessato, che mi ha accompagnato poi nei locali notturni di Roma fino all'alba e sicuramente quello all'Ekidna di Carpi (Mo) nel maggio di quest'anno. Ottima location, ottimo pubblico partecipe e spettacolari i ragazzi dell'organizzazione Grotesque, ovvero Gianfranco e Nico. Il concerto è stato anche ripreso e forse ne faremo un videoclip, vedremo.

Per cosa credete che la vostra musica si distingua? Sonorità, testi o cos'altro?

A questa domanda un po' ti ho già risposto nel punto 6. La nostra musica nasce per esigenza di comunicare le nostre emozioni, i nostri stati d'animo, le nostre esperienze. Ed ' bello quando qualcuno si riflette in esse e le porta con se. Sicuramente il sound si distingue, come ti ho detto prima, dalle altre band definite indie. Ma anche dalle stesse band del filone dark, new wave.
Mi accordo che la maggior parte ricalca stereotipi di band come Joy Division, Cure, Sisters of mercy, band secondo me non più attuali nel suono. Richiamare certe band è lodevole, ricalcarne le sonorità non più. Oppure oggi sono molto di voga gruppi a "duo". A parte i Delandanoia, che apprezzo molto, le altre band che ho visto, sentito, ascoltato non mi han trasmesso nulla, se non delle gran basi preregistrate, ottime attrezzature Apple e belle effettistiche di voci. Noi siamo una band sanguigna, che dal vivo stravolge i pezzi, e viviamo (almeno io, parlo per me) il concerto come una "fase", un "rito" dove dare tutto il possibile e sfogarci e fare capire attraverso la nostra fisicità, le note e le parole ciò che abbiamo dentro. Chi ci ha visto almeno una volta dal vivo, credo lo possa confermare.

Progetti futuri?

I Progetti sono sempe tanti. Sarebbe bello suonare in città in cui non siamo mai stati. Nel sud soprattutto. Molti ce lo chiedono, ma serve una mano, soprattutto da parte dei gestori dei locali.
Ed un minitour all'estero. Magari la Germania e la Francia. Vi sono contatti in Belgio, vedremo.
Poi sicuramente promuovere sempre l'album, uscito solo 3 mesi fa, magari attraverso un videoclip.
Speriamo che qualcuno possa darci una mano nel credere in questi progetti. Sicuramente, visto il molto materiale nuovo che stà nascendo non c'è da escludere una prossima uscita, magari un EP o un mix, vedremo.


Le ultimissime sono per voi!

Innanzitutto grazie dello spazio concesso, come sempre, a seguito di una nostra pubblicazione discografica. E' sempre molto importante il lavoro che fate, come quello di altre webzine e fanzine "underground". Speriamo che molta altra gente possa venire in contatto con noi e con la nostra musica. Noi siamo qua....ad accogliervi uno ad uno, senza pregiudizio (cit.)

Per chi fosse interessato al nostro album LA FUGA , è disponbile contattando direttamente la band ai seguenti canali "ufficiali" con seguente pagamento tramite paypal, postepay o bonifico banc.
 
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Oppure lo potrete trovare in alcuni negozi in Italia, come:
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. BlackRose – Acquafredda (Bs)
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