INTERVISTE

DISCIPLINATHA

gennaio 2013

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Prima domanda secca e diretta...dopo tutti questi anni, perché una reunion? Giuro, non me la sarei mai aspettata, ma davvero MAI!

 

Francamente neppure noi in primis, io quello più negazionista, ad ogni ipotesi del genere ventilata in questi ultimi anni. Ho spesso trovato amare se non patetiche le reunion a cui ho assistito ed ahimè  assisto. Troppo spesso più simili ad una sorta di operazione nostalgia, senza avere nulla da aggiungere, se non il togliere un buon ricordo ai pochi palati fini. Ma le cose non si calcolano, avvengono quando devono avvenire, tu metti in moto un meccanismo, apri una porta e dopo un

po' basta seguire gli eventi. Guai a forzare le cose credo. Da quando abbiamo cominciato il lavoro su questo cofanetto antologico, abbiamo trovato nel percorso una serie di segnali, segni, coincidenze che assecondandoli ci hanno portato fin qua. A pensare ad uno spettacolo solo per una notte, con ospiti reali che di fatto ci hanno sempre accompagnato idealmente nel nostro immaginario. Noi non abbiamo fatto niente. Tutto è venuto da sé. Ci è bastato tornare ad addrizzare le antenne, ad assecondare solo l'istinto, ad ascoltarci, non a ragionare. Come fu nella spontaneità delle origini prima di riuscire anche noi finalmente dopo tanto lavoro, ad essere degli stipendiati della ''musica indipendente'', con tutti i suoi dogmi, conformismi, regole di mercato

che ci hanno uccisi. L'indipendenza economica da ciò che abbiamo messo in campo, è una meravigliosa libertà che difenderemo come il più alto dei privilegi.

 

 

In concomitanza con la vostra unica data live, è uscito il cofanetto antologico. In realtà non contiene proprio “tuttotuttotutto”... come mai alcuni dettagli (da maniaci collezionisti, lo so) sono stati lasciati fuori? Problemi con vecchie etichette o scelta precisa?

 

Gli unici materiali non ripubblicati se non erro, sono i brani live. Non ci interessava, non l'abbiamo ritenuto importante. Abbiamo privilegiato altre cose. Foiba oltre a 2 versioni 2012 di brani storici, contiene materiali inediti, rarità e cose pubblicate in pochissime copie introvabili a fine anni 80. Vedi “Born to Work” e “Lo Stato delle Cose”, che per noi fu un brano Manifesto e seminale.

 

Vi va di parlarci del dvd accluso e in generale dei motivi che vi hanno spinto a ripubblicare tutto il vostro materiale?

 

Il tutto è nato dalla necessità di fare chiarezza. La storia dei Disciplinatha, è un percorso anomalo, faticoso e travagliato che si è interrotto malamente nel 1997. Ad oggi nelle nuove generazioni c'è un grande interesse, poca informazione a riguardo ed i materiali sono pressoché introvabili. ''Tesori della Patria'' nasce in primis per una nostra esigenza , emettere un'antologia che contenga tutto. Una sorta di pietra tombale definitiva, per noi e per chi ci ha seguito nelle diverse fasi. Al contempo percepiamo di più ora, a distanza di anni, l'importanza che abbiamo avuto. Era necessario a far si che questa esperienza, non andasse perduta, che possa forse essere utile alle nuove generazioni, a trasmettere il fatto che dietro il termine ''indipendenti'' c'è qualcosa davvero di più di un dress code o un genere musicale col quale atteggiarsi..

E tutto ciò molti ragazzini non lo sanno. E' andato perduto, non gli è stato tramandato. Il Dvd del documentarista storico Alessandro Cavazza, è la naturale e necessaria conseguenza..

 

Che effetto vi ha fatto ritrovarvi assieme a rimettere le mani su pezzi scritti da ragazzi, con tutte le differenze emotive e di approccio che ne derivano?

 

Beh...risentire certi suoni, fare rianimare macchine ferme ed in avaria per  inutilizzo da 15 anni, ricordarsi come si faceva quella cosa, da dove veniva prodotto quel suono, riscoprire quanta conoscenza e capacità c'era dietro a tutto quel lavoro...Si, emotivamente è stato pesante....molto intenso. Clicchi un file, e ti si riapre un mondo..

 

Perché Disciplinatha cessò di esistere? Si sarebbe potuto evitare o era impossibile non terminare la vostra storia?

 

Tutto ciò che è successo nella nostra storia era inevitabile. Anche commettendo errori abbiamo sempre fatto la scelta giusta. Non abbiamo rimpianti, se non quello forse di non aver cercato abbastanza un management che ci proponesse ad una dimensione extranazionale. Ma la miglior risposta alla tua domanda, la dà Massimo Zamboni nel Documentario di Alessandro Cavazza: “i Disciplinatha come ogni band che valevano qualcosa hanno pensato bene che era ora di implodere, e questo mi sembro' una bella idea”.

 

Vi va di parlarci della vostra esperienza con il Consorzio? Intervistando alcune bands che erano sotto contratto con loro ho ricevuto pareri ed opinioni discordanti... Qual'è la vostra esperienza a riguardo?

 

Il Cpi come tutte le famiglie ha avuto i suoi pregi e difetti. Come tutte le famiglie, hanno sempre un occhio di riguardo per  il figlio che va bene a scuola. A volte avevamo l'impressione di essere troppo trascurati, che la nostra presenza in quella struttura servisse loro per  un fatto di immagine. Il gruppo integerrimo senza compromessi da sbandierare al pubblico indipendente come a compensare il produrre band derivative, senza senso se non nelle vendite. Poi non so, le cose son sempre molto complesse..

 

Vi conobbi sul finire degli anni '80 su HM, un quindicinale che all'epoca trattava prevalentemente Metal ed affini. Vi ritrovai poi nei primi anni '90 tra gli ascolti preferiti di molti amici dediti all'Indie. E ora, per la reunion, avete scelto un festival Goth. Non vi siete mai posti il problema delle barriere tra i generi....

 

No, non siamo mai riusciti ad accettare recinti e steccati che l'industria per  esigenze di marketing/comunicazione mirata necessità. I Genders con i loro riti miti paletti ci son sempre stati stretti. Avevamo una capacita' di coniugare a nostra volontà linguaggi e culture differenti, in una maniera con pochi precedenti per l'epoca. Tutto ciò che era più idoneo a trasmettere l'epica e

l'intensità delle nostre visioni, lo utilizzavamo. Dal Thrash Metal Usa, all'industrial Ue, alle mondine Emiliane, ai Cori della Tradizione Alpina. Come disse Ferretti in un'intervista: “Non erano adatti a Niente!!” Avere abbondanza di contenuti, in un format così limitante come il mercato dei dischi e dei concerti, è un problema. Riguardo la scelta del Moonlight, la proposta di fare questo live concomitante all'uscita del cofanetto, è partita da loro. Detto questo molti membri dei Disciplinatha sono culturalmente contigui con questo ambiente. La sera da ragazzini avevamo ad esempio i concittadini più grandi di qualche anno, che muovevano i primi passi con Neon, Litfiba, Confusional Quartet, Gaznevada e tutta la scena EmiliaWave.

 

Parlando del festival, cosa ha visto ed ascoltato il pubblico quella sera?

 

E' stato un live antologico visto che la scaturigine è il Cofanetto “Tesori della Patria”, ma che guarda oltre. Abbiamo avuto 40 Coristi sul palco in differenti momenti, (Il Coro Monte Calisio di Trento ed il Coro delle Mondine di Bentivoglio) quindi tra coristi e ''richiamata alle armi' di molti membri storici delle varie formazioni susseguitesi dal '87 al '97 sono stati coinvolti 47

Musicisti.

 

Per coloro che per lavoro, famiglia, casini vari non hanno presenziato il 9 Novembre a Bologna... Proprio non c'è nessun'altra possibilità di vedervi di nuovo?

 

Francamente non ti so rispondere. Ad oggi non è assolutamente previsto nulla del genere. Pochi mesi fa non era neppure pensabile che quelle persone potessero re-incontrarsi ed eseguire quei brani pubblicamente ancora sotto quel logo.

 

Chi ha fatto parte della formazione 2012? Ci siete tutti o qualcuno è mancato all'appello?

 

Cristiano Santini

Roberta Vicinelli

Valeria Cevolani

Simone Bellotti

Marco Maiani

Dario Parisini

 

L'unico impossibilitato in quanto docente all'università di Birmingham  è Daniele Albertazzi, il nostro batterista Storico. Al suo posto ci sarà Marco Bolognini, un talentuoso e giovanissimo batterista.

 

Nel 12" "Crisi di valori" c'è un chiaro riferimento ad "In The Flesh" dei Pink Floyd. Come mai?

 

Quella frase era perfetta, difficile scriverla meglio e l' abbiamo usata. A volte non è necessario produrre cose nuove, basta prendere quello che c'è.

 

...siete ancora "buoni"?

 

Giudicherete Voi.

 

avete rimpianti nella vostra storia come Disciplinatha?

 

Per fortuna no, siamo in pace col nostro passato. Sul recente invece no. Avrei voluto che nel documentario emergesse un fatto gravissimo che ci ha sfiorati di un millimetro, che per impossibilità di comprovarlo ( tutti i testimoni si sono ritirati al momento all'indomani delle riprese ) non è stato possibile renderlo pubblico.

 

Progetti futuri?

 

Presentare il Documentario nelle università, in centri culturali, e comunque dove possibile un confronto diretto col pubblico, e vari Vernissage della mostra che Simone Poletti sta realizzando coi materiali grafici prodotti per il booklet di “Tesori della Patria”..

Un caro saluto.

 

D Parisini.

Max1334

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