INTERVISTE

AVANT-GARDE

luglio 2013

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-prima di tutto, volete raccontarci i cambi di formazione degli ultimi anni?

 

ALESSIO: Forse dobbiamo iniziare dalla “fine”, ossia giugno 2009. Semplicemente, dopo 4 anni intensissimi, il potenziale espressivo della vecchia formazione si era esaurito. Nonostante i rapporti interpersonali fossero eccezionali, musicalmente non funzionava più come fino al momento della pubblicazione di “Iron in flesh”, ed ognuno di noi aveva iniziato a pensare a se stesso più che alla band. I compromessi raggiunti durante la lavorazione dell’album mi avevano lasciato in parte

insoddisfatto e non volevo ripetere la cosa per i nuovi brani. Inoltre, problemi personali mi avevano fatto prendere una decisione radicale: chiudere a tempo indeterminato il capitolo Avant-Garde… Dopo qualche mese, a seguito dell’acquisto di un Korg M1, ho pensato di “sfruttare” Viviana, già tastierista impegnata in un suo progetto (a dire il vero, l’essere focalizzato sulle due chitarre non mi aveva fatto mai prendere in considerazione questa opportunità). Ho iniziato ad immaginare come potessero suonare i vecchi brani con quello strumento e abbiamo iniziato a riarrangiarli. Quando ho realizzato che il tutto funzionava, nella sua nuova forma, mi sono sentito sollevato e, soprattutto, voglioso di riprendere a suonare quelle canzoni. Come dicevo, i rapporti tra me e Alessandro (ma anche con Antonio) non si sono mai interrotti, nonostante non stessimo suonando. Una sera gli feci ascoltare un demo di una cover di un brano dei Siekiera, che sarebbe dovuta finire su una compilation tributo al gruppo polacco. Mi è poi sembrato naturale chiedergli di registrare la linea basso… Eravamo di nuovo in tre…Per le registrazione dell’album, dopo diversi live con un vero batterista (il nostro amico Gianmarco Bellumori) abbiamo deciso di abbandonare la drum-machine, cosa che ha dato un ulteriore elemento di novità.

 

-cosa ha influenzato la genesi di questo ultimo lavoro?

 

ALESSIO: Questa è una domanda alla quale rispondo con estrema difficoltà, probabilmente perché non ho ancora focalizzato, a posteriori, come il percorso compositivo si sia sviluppato… L’album è nato molto lentamente, in maniera più riflessiva rispetto a quanto fatto in passato. Non voglio dire che sia stato composto “a tavolino”, ma sono sicuro di non aver dato libero sfogo all’istinto che invece caratterizzava “Iron in flesh”. Per completare gli otto brani principali ci abbiamo impiegato quasi due anni. L’introduzione del synth ci ha aperto talmente tante opportunità che non volevamo minimamente fermarci alla prima idea o comunque accontentarci. Alla fine abbiamo dovuto darci una “dead line”, altrimenti non avremmo più finito. Anche le registrazioni sono state lente e, sotto alcuni aspetti, travagliate. Tanto per dirne una, l’uso della batteria vera ha

portato delle problematiche, in fase di produzione, non indifferenti; inizialmente non suonava minimamente come volevamo (troppo rock, per capirci) e abbiamo dovuto sudare parecchio per arrivare a ciò che volevamo.

 

-... ma una bella stampa vinilica come lo splendido 12” di debutto non ce la rifate?

 

ALESSIO: Eh! Ti confesso che inizialmente avevamo pensato di realizzare “Antitesi” sia in CD che in LP, magari in un’edizione limitata, in vinile colorato. Purtroppo la Manic Depression, che nel frattempo è diventata la nostra etichetta, non pubblica vinile. Avremmo dovuto affidarci ad un’altra etichetta per questo progetto. Avevamo preso dei contatti qui in Italia, ma poi non se n’è fatto nulla, anche perché ci sarebbero stati problemi logistici per la promozione, la distribuzione, bla bla bla. Forse per il prossimo anno, quando gli Avant-Garde compiranno 20 anni di attività, qualcosa in vinile uscirà fuori!

 

-L’amico Z.A. ha definito il vostro nuovo disco come un album pervaso dalla paura. Cosa si è svuotato nel mondo Avant-Garde? E cosa invece gli dà ancora lo stimolo di esprimersi?

 

ALESSANDRO: Per come la vedo io, più che paura sofferenza, distacco, perdita, rabbia....in molteplici manifestazioni. Ciascuno di noi ha vissuto piccoli o grandi drammi che hanno influenzato oltre che le nostre vite, inevitabilmente anche le dinamiche interne alla band. Io sono stato sul punto di uscire dal gruppo, e forse per un breve periodo è stato così, ma l'amicizia che mi lega ad Alessio mi ha riportato, anche in maniera brusca se vogliamo, la lucidità e con essa la voglia di  realizzare qualcosa che fosse un'evoluzione, un passo successivo a quanto fatto con Iron in Flesh... e l'inserimento di Viviana al synth è stato senza dubbio un elemento in grado di risvegliare interesse ed entusiasmo.

VIVIANA: Sono d'accordo con Alessandro soprattutto per quanto riguarda l'accezione abbandonica e la sensazione della perdita, reale od onirica, di qualcosa o di qualcuno che fa parte di noi... Lo stimolo ad esprimersi personalmente, ma penso di parlare anche a nome del gruppo, non ci abbandona mai e credo che non abbia mai lasciato gli Avant-Garde anche in passato: ciò che "svuota" porta in sé emozioni difficilmente esprimibili, ma necessariamente indagabili...

ALESSIO: in realtà credo che Z.A. ci conosca talmente bene da aver colto l’aspetto che noi non riusciamo a vedere in quanto troppo coinvolti. Condivido pienamente quanto detto da Alessandro e Viviana, ma forse la paura è il vero filo conduttore dell’album. Sicuramente “Antitesi” è figlio della consapevolezza che il passare del tempo sta cambiando profondamente il nostro quotidiano e che molte cose non torneranno più. Proprio il nostro vissuto e come ci rapportiamo ad esso è la fonte di ispirazione principale. Si evolverà e cambierà con noi, in chissà quali forme.

 

-se vi chiedessi di compilare un best-of degli Avant-Garde, dieci tracce dieci, quale scegliereste?

 

ALESSIO: Senza di me, Onirica paura, Love song, Grigio, Leid, D’inverno, Epigrafe, Dove solo tu vorrai, Epoque, Il buio su Roma.

ALESSANDRO: Per me nella top ten sicuramente Epigrafe, Fra i ruderi, Disincanto, Livido Livore, Senza di me.

VIVIANA: Leid, Livido Livore, 335, Il Buio su Roma, Nubi Altrove, Epigrafe, Inerme e Lontano, Antitesi, Istantanea, I Due Labirinti

 

-in vent'anni di carriera, quali sono i momenti ai quali siete più legati?

ALESSANDRO: Prime prove in garage... Concerto a San Pietroburgo

VIVIANA: Sono da poco negli Avant-Garde, ma anche per me il concerto a San Pietroburgo rimarrà sempre una memoria a cui attingerò per affrontare ogni sfida che questo gruppo mi proporrà... Poi, naturalmente, sono legata al mio primo concerto che, forse, è stato il più incosciente, a Napoli. Per quanto riguarda gli altri momenti... beh! la birra in saletta ci sta tutta!

ALESSIO: le prime prove in garage, le date all’Estero (soprattutto Bruxelles, Londra e San Pietroburgo), i live di supporto ai miei idoli Red Lorry Yellow Lorry e And Also The Trees, e non dimenticherò mai il tizio che mi bestemmiò in faccia a Bologna perché non avevamo suonato “Clessidre”…

-progetti futuri?

 

ALESSANDRO: Tour per promozione disco e tantissime, anche troppe, idee da mettere in ordine e valutare assieme sull'evoluzione futura....

ALESSIO: appunto, l’evoluzione! Vorrei capire se le extra tracks di Antitesi sono state solo un episodio, oppure il percorso che inconsciamente abbiamo intrapreso. Forse siamo nuovamente ad un bivio, questa volta stilistico. Lavorare su quelle versioni alternative mi ha incuriosito e divertito non poco. Vedremo…

-le ultime parole sono per voi!

 

ALESSIO: ringraziamenti di rito, a te Max ed Erba della Strega per averci nuovamente ospitato, a chi continua a seguirci, supportarci e soprattutto ascoltarci, agli amici che ci hanno aiutato nel realizzare “Antitesi” (Gianmarco, Valentina Mushy, Rino, Libero e i ragazzi della Manic Depression), Carlo e In The Night Time. Ma anche ad Alessandro e Viviana; grazie a loro ho riscoperto l’importanza di quella cosa chiamata “unità di intenti”.

ALESSANDRO: L'anno prossimo sarà il mio decimo anno nella band e continua ad essere, ogni volta in maniera che scopro essere sorprendentemente differente, una esperienza fantastica, una parte della mia vita. Sì, continuo a divertirmi...

VIVIANA: Vorrei ringraziare Alessio ed Alessandro che oltre a sostenermi sempre, mi dimostrano costantemente cosa significa sentirsi in un gruppo unito.

Max1334

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