INTERVISTE

WINTER SEVERITY INDEX

marzo 2014

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Bentornate su Erba Della Strega!

Grazie mille Max;)

 

ci sono stati dei rimescolamenti nella line up dall'ultima volta che abbiamo parlato...vi va di parlarcene?

Simona:Purtroppo, storie che si sono ripetute mille volte nelle vicissitudini di molti gruppi. Valeria e Diana hanno deciso di non voler più far parte del progetto, per varie divergenze. Valeria si sta dedicando attualmente anche ad altri generi musicali e studia ancora lo strumento, mentre di Diana non ho più notizie da oramai molto tempo. Alla vigilia della “scissione” avevamo in programma la partecipazione con una nostra traccia alla compilation Death#Disco vol.2, impegno a cui Valentina ed io abbiamo tenuto fede, con la registrazione della traccia Embracing the Void. La formula creativa del duo ci ha piacevolmente sorpreso, dando subito ottimi risultati e quindi abbiamo continuato a lavorare in questo modo, seppure con qualche difficoltà nel conciliare le nostre esigenze, essendo Vale sempre molto impegnata sul piano musicale. Assieme, così, durante il 2012, abbiamo realizzato le quattro le tracce del nostro EP di recente pubblicazione Survival Rate, per Blood Rock Records. Successivamente Valentina ha lasciato il progetto poiché era diventato molto difficile per lei gestire WSI e Mushy allo stesso tempo. E' stato allora che ho cominciato a lavorare più intensamente con Alessandra Romeo, ex Cat Fud e Bohémien. Con Alessandra la collaborazione è cominciata con il live set speciale di Winter Severity Index che abbiamo preparato come apertura al concerto di Chameleons Vox qui a Roma, lo scorso Dicembre. In quell'occasione i pezzi di più recente composizione sono stati riarrangiati per una formazione dall'attitudine più rock rispetto a quella in duo con Valentina. Assieme a noi sul palco per quel concerto si sono esibiti infatti Giovanni Stax al basso e Marco Caterpillar alla batteria, entrambi membri dei Fru!t e, con Alessandra, dei No Fun. Da Maggio di quest'anno, con Ale, abbiamo realizzato una traccia per la compilation celebrativa del ventennale di carriera dei Frozen Autumn Riding the crest of the Frozen Wave, abbiamo cominciato a lavorare al nostro primo full leght, di cui da poco abbiamo ultimato la registrazione, oltre che esserci esibite live molte volte.

 

Come vi sentite ad essere meno "band" e più "duo" oggi? So che per molti la cosa potrebbe risultare identica, ma in fondo non lo è....

Non lo è assolutamente. Essere un duo è qualcosa di totalmente differente rispetto a lavorare in una band. Innanzitutto tutto è molto più snello a livello organizzativo e logistico, chiaramente è più facile coordinare due persone, piuttosto che quattro o più. La sinergia che si crea fra due sole persone, inoltre, è molto più intima e profonda, cosa di cui sto godendo particolarmente ora con Alessandra, con la quale condivido anche numerosi interessi culturali e una certa visione malinconica dell'arte. Non che con le altre ragazze non vi fossero elementi di grande coesione, ma credo di non sbagliarmi se dico di aver trovato in Alessandra la partner ideale per la realizzazione dell'idea di musica che ho attualmente.

 

Il nuovo lavoro pur rimanendo legato in qualche modo a quello precedente, risulta comunque essere un passo in avanti, se possibile più asciutto ed incisivo...

La linea di continuità è ovviamente dovuta alla mia impronta preponderante dal punto di vista compositivo nel progetto sin dai suoi esordi. Ma penso che in Survival Rate si sia effettivamente fatto un passo in avanti dal punto di vista degli arrangiamenti, che pur mantenendo una certa essenzialità, sono sicuramente meno immediati rispetto all'impronta post punk del precedente EP. La presenza della drum-machine ha dato al sound una freddezza ulteriore, una sorta di spietatezza che credo sia del tutto funzionale all'intento espressivo finale. Valentina ha utilizzato per Survival Rate synth polifonici vintage dal sound eccezionale, enfatizzando questo senso di incisiva linearità, che si va ad incastrare perfettamente con gli strumenti a corda, suonati da me.

 

Fatemi fare una domanda idiota, vi prego... E’ quasi finito l’inverno... è stato davvero severo?:)

Rispondo alla domanda giocosa in maniera, purtroppo, meno giocosa. Non sono bei momenti questi per gli Italiani, specialmente per quelli della nostra generazione. Si respira una bruttissima aria, come forse non si è mai verificato prima dal Dopoguerra. Non mi riferisco soltanto alla crisi economica con annessi problemi di disoccupazione e povertà in aumento, ma anche a un clima politico assai pericoloso e controverso che si riflette in una devoluzione sociale allarmante, che si declina in ignoranza vertiginosamente in aumento e poca considerazione dell'individuo. Sì, penso sarà molto molto duro quest'inverno. Soprattuto per chi, come Alessandra e me, ama ancora definirsi un umanista. Scusa la seriosità Max, ma ci tenevo a ribadire come questa inquietudine che scorre sottile e dolorosa nella nostra musica non sia altro che il frutto di qualcosa di tangibile e reale, un senso di irreparabile perdita che ci spinge a guardare più indietro che in avanti.

 

Volete parlarci della vostra partecipazione al tribute album dei Frozen Autumn?

Arianna e Diego ci hanno proposto di far parte di questo bellissimo progetto e siamo state veramente felici di cimentarci in questa iniziativa. L'incontro con la creatività di questo gruppo storico della dark wave italiana con il quale, mi sento di dire, condividiamo una larga fetta del nostro immaginario, ha dato vita ad una nostra interpretazione di Static Cold che ha convinto gli autori e noi per prime. Le tracce presenti nella compilation sono tutte realmente ben concepite, non semplici cover, ma vere e proprie riletture originali e allo stesso tempo in perfetta armonia con l'atmosfera generale che caratterizza le produzioni dei Frozen Autumn. Tra l'altro abbiamo avuto modo di conoscere la grande umanità e professionalità dei F.A., cosa assai rara da un po' di tempo a questa parte.

 

Roma capoccia è sempre un brulicare di idee o si sta un pò spegnendo?

Roma è e rimarrà sempre una grande fucina musicale. La scena Dark Wave si accende e si spegne ad intermittenza oramai da anni, neanche fosse una luce stroboscopica! Eheheh...Ma se si parla della scena musicale romana in generale, penso sia sempre ricca e interessante, sotto vari punti di vista. Basta non fossilizzarsi, mantenersi curiosi e ricettivi e non aspettarsi sempre le solite risposte e le solite proposte. La musica è veramente grande, un universo in continua espansione, grazie al cielo. E qui a Roma, più che mai. Peccato che tanto impegno artistico non sia sempre premiato dal pubblico, come sempre, e anzi anche più che in passato, più attratto dal dance-floor che dalla musica dal vivo. Questione, anche questa, di decadenza culturale.

 

Siete portatrici sane di DarkWave. Un genere che ha più di trent'anni e che più passa il tempo, più lascia spazio a cose che, francamente, c'entrano poco o nulla. Che ne pensate di questo miscugio/piattume che si è ormai affermato?

Penso che chi definisce il proprio progetto con certa terminologia a volte non sappia assolutamente di cosa stia parlando. I dischi, prima di farli, bisognerebbe ascoltarli, del resto. E digerirli anche bene. Ma la smania di protagonismo è in crescita esponenziale. Forse è colpa dei social network... Mi chiedo perché ci sia questa smania di definire Wave cose che con la Wave non hanno quasi nulla a che spartire, come se definire il proprio progetto come tale sia di per sé una garanzia di qualità. Non c'è nulla di male nel dire di suonare in un gruppo alternative rock, indie, metal...e allora perché insistere nel definirsi Wave? Semplicemente per entrare in determinati circuiti? Ma cosa ci si aspetta di trovare? Mah...Tutt'altro discorso va fatto, invece, per progetti che hanno contaminato sapientemente la Dark Wave con altre sonorità arricchendone il vocabolario espressivo e rispettando del resto la natura sperimentale e libera di questo genere. Ma definire un progetto alla Placebo come Wave, per intenderci, non arricchisce la Wave e tantomeno i Placebo:)

 

Progetti futuri?

Innanzitutto la pubblicazione del nostro primo full lenght, che avverrà nel 2014 con tutta probabilità. Senza falsa modestia, abbiamo fatto un gran bel lavoro all'Audio Division Studio. Luciano Lamanna dei Der Noir si è occupato del mixing anche per questo nuovo lavoro, mentre il master sarà di nuovo affidato ad Andrea Merlini. Citando Luciano, ho anche modo di ricordare che con Der Noir abbiamo ultimamente diviso più volte il palco con grande soddisfazione. Molto probabilmente realizzeremo anche qualche progetto musicale assieme. In questi giorni, inoltre, stiamo girando il nostro primo video, realizzato da Daniele Vergni e Federica Lemme, già autori per Macelleria Mobile di Mezzanotte. Vorrei poi ricordare che a Maggio parteciperemo alla seconda edizione del Gotham Sounds Festival a Hilden e ci esibiremo con formazioni assai interessanti. Le novità non sono finite qui, quindi invito chiunque sia interessato al nostro progetto a rimanere in contatto con noi tramite la nostra pagina facebook.

 

Le ultime parole sono per voi!

Sebbene la situazione non sia delle migliori per nessuno di noi, qui si continua a fare musica di grande qualità, molto spesso sottovalutata non solo all'estero ma dai noi per primi. Non cadiamo in questo facile tranello, non tutto ciò che è italiano va sottovalutato e non tutto ciò che è estero va considerato come superiore rispetto a quello che succede nel suolo nostrano, non è tutto oro quello che luccica, insomma. Dovremmo invece prendere esempio dalla professionalità organizzativa dei nostri cugini europei, aggiungendo però la nostra genialità creativa, che non ha veramente nulla da invidiare a nessuno. E soprattutto è assai controproducente focalizzare la propria attenzione solo su aspetti pittoreschi della scena alternative. Più musica, meno stupidaggini. La musica è fatta per essere innanzitutto ascoltata. ICONOCLASTIA.

Max1334

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